Hubble, il telescopio miope che ci ha mostrato l’universo in espansione

«So come ripararlo». La notizia bomba arriva in un momento inaspettato, durante la coda per il buffet a un convegno dell’Optical Society americana del 1990. A lanciarla è Aden Meinel, uno dei grandi vecchi dell’astronomia americana, a riceverla John Trauger, uno degli scienziati del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California) responsabile degli strumenti principali del telescopio spaziale Hubble. Le chiacchiere nate di fronte a un panino e un caffè molto lungo contenevano davvero l’idea giusta. Fino a quel pranzo e a quell’incontro decisivo, il destino di Hubble appariva cupo. Soltanto nel maggio precedente, la stampa di tutto il mondo era arrivata a Greenbelt, poco fuori Washington D.C., al Goddard Space Flight Center della NASA per assistere all’apertura delle palpebre, per così dire, di Hubble. C’era grande attesa, dopo il lancio in orbita senza inconvenienti, e quando le immagini che appaiono sullo schermo sono distorte, fuori fuoco e impossibili da decifrare, la delusione del pubblico e, soprattutto, degli addetti ai lavori è grandissima: il telescopio orbitante che doveva coronare un sogno scientifico lungo trent’anni, era miope.

(continua…)