Juve nella leggenda: tutti i numeri della squadra dei record

con Enrico Bergianti

Dopo la terza Coppa Italia consecutiva (record per il calcio italiano) la Juventus ha vinto anche il suo sesto scudetto di fila. Record nel record, perché per il terzo anno la Juve ha replicato il double campionato-coppa nazionale, anche questo un inedito per il pallone in Italia. Tornando ai soli scudetti, nel campionato italiano sei titoli di fila non si erano mai visti prima. Il record era di 5 scudetti di seguito stabilito dalla stessa Juventus (negli anni ’30, dal 1930-31 al 1934-35 con campionati a 18 squadre eccetto quello 34-35, a 16 squadre), dal Grande Torino (dal 1942-43 al 1948-49, striscia interrotta dalla tragedia aerea di Superga del 4 maggio 1949 e comunque ottenuta con alcune variazioni della formula di assegnazione del titolo) e dall’Inter, dal titolo ricevuto a tavolino in seguito a Calciopoli nel 2005-06 a quello del Triplete di Mourinho nel 2009-2010.

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Gli Europei di calcio in numeri

Il calcio d’inizio degli Europei 2016 è fissato per il prossimo 10 giugno. Se volete un riassunto delle “puntate precedenti”, potente fiondarvi in edicola a comperare la Lettura del Corriere della Sera, dove – in compagnia degli amici di TOMMI – abbiamo raccontato la storia della competizione con i numeri:

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SeTTEX, l’app tutta italiana dà la tattica vincente ai Mister della pallavolo

L’ha sviluppata Moxoff e permette di prevedere in real time il comportamento del palleggiatore durante le partite di pallavolo

Staff nazionale Slovenia
Andrea Giani sulla panchina slovena (Crediti: Moxoff)

In uno sport estremamente tattico come la pallavolo, poter prevedere in modo affidabile il comportamento del palleggiatore avversario, colui che orchestra tutti gli attacchi, è cruciale per impostare la difesa e avere maggiori possibilità di gestire la palla per il contrattacco. Oggi c’è una nuova app per tablet sviluppata in Italia che può aiutare lo staff tecnico a conoscere al meglio le abitudini di gioco del palleggiatore avversario. Si chiama SeTTEX (Second Touch Tactical EXploration) e l’ha sviluppata Moxoff, azienda nata nel 2010 come spin off del Politecnico di Milano.

Esistono già diversi software per l’analisi statistica della pallavolo, ma SeTTEX promette di differenziarsi sensibilmente. Innanzitutto “ha un’interfaccia grafica e touch molto intuitiva”, spiega l’amministratore delegato Ottavio Crivaro, “cosa non scontata nel mondo degli applicativi per lo sport”. Ma soprattutto evita alla radice che ci sia una componente soggettiva dei dati che vengono inseriti. “L’utente deve solo inserire il punto dove la palla è stata ricevuta e dove viene effettuato il palleggio con due semplici tocchi sullo schema del campo sullo schermo del tablet”. A questo punto SeTTEX, con il suo algoritmo e facendo riferimento alle serie di dati storici di quel palleggiatore, è in grado di fare delle previsioni in real time su che tipo di attacco è più probabile. Moltiplicate tutto questo per una partita intera, e avrete a disposizione un potente assistente alla tattica.

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L’app è stata sviluppata nel corso dell’ultimo anno con la consulenza di Andrea Giani, ex gloria della pallavolo italiana e attuale allenatore della nazionale maschile slovena, e di altri allenatori di squadre di club italiane. Negli altri sistemi di raccolta dati per la pallavolo, questa semplice attività prevede una componente soggettiva, in cui lo scout valuta la qualità della ricezione. “Nel caso di SeTTEX, invece, si devono solo inserire i punti in cui la palla viene ricevuta e palleggiata”, spiega Crivaro, “aumentando l’affidabilità dei dati raccolti”.

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SeTTEX permette anche di fare altro. C’è una funzione di virtual coach, in cui l’app suggerisce quali sono le contromisure migliori da adottare al presentarsi di una certa situazione. “È quello che allenatori e assistenti hanno sempre fatto: confrontare quello che succede in campo con quello che è successo in altre partite,” continua Crivaro. “SeTTEX permette di farlo superando i limiti della memoria umana, affidandosi a un database affidabile”.

Altra funzione è quella della simulazione predittiva, in cui si può caricare il database del palleggiatore che dobbiamo affrontare in una partita reale. SeTTEX è in grado di simulare la partita ricreare sullo schermo quelle che sono situazioni probabili nella realtà. Un po’ come succede con i videogame di simulazione manageriale nel calcio, ma con la possibilità di dare indicazioni concrete agli allenatori.

Alla Moxoff contano che con il diffondersi del suo uso si crei una vera e propria community di SeTTEX specialist che condivide i dati. “Potenzialmente potrebbe anche essere il semplice tifoso che immette i dati nell’app, aiutando in questo modo la squadra del cuore,” immagina Crivaro. “Al momento comunque abbiamo già database per tutti i palleggiatori della Seria A italiana”.

L’app entrerà in beta test durante il mese di agosto e dovrebbe atterrare sul Play Store da settembre (la versione iOS dovrebbe arrivare all’inizio del 2016), in tempo per i campionati europei che si svolgono tra Bulgaria e Italia.

[Da Wired.it]

Prevedere il risultato finale nel basket

Mentre si gioca la finale del campionato italiano tra Sassari e Reggio Emilia, e poco dopo la conclusione del campionato NBA, un gruppo di fisici americani ha studiato l’andamento del punteggio per capire chi ha più chance di vincere

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Gli appassionati di pallacanestro, e di sport in generale, sanno quanto è difficile predire il risultato finale di una partita: troppi i fattori da tenere in considerazione, non ultimo l’errore umano che non ti aspetti, il tiro più improbabile che va a segno, un fattore esterno che non era possibile prendere in considerazione a priori. Tutto ciò alimenta sicuramente l’attesa per il risultato, che è ancora più adrenalinico quando ci si gioca la finale del campionato in uno scontro faccia a faccia ripetuto come avviene nei playoff.

Ora la fisica sembra aver trovato alcuni elementi statistici che possono aiutare a prevedere il vincitore finale di una partita di pallacanestro. Li hanno individuati un gruppo di fisici in un articolo in uscita su Physical Review Eanalizzando l’andamento del punteggio di oltre 40 mila partite degli sport americani giocati a livello professionistico o semiprofessionistico. In particolare, i ricercatori hanno studiato il rapporto che esiste tra il numero di volte in cui cambia la squadra in vantaggio, il numero di punto di distacco tra le due avversarie e il risultato finale. Nella pallacanestro, il risultato è che si possono individuare alcuni precisi momenti della partita in cui la distanza che separa le due squadre rende molto meno probabile che chi è in vantaggio finisca per perdere il match.

Un aspetto è già noto agli appassionati di basket con una regola che Dan Peterson, grande allenatore americano che ha vinto tantissimo sulla panchina dell’Olimpia di Milano, continuava a ricordare durante i suoi commenti sportivi: “se a 10 minuti dalla fine sei indietro di 10 punti, puoi recuperare; se sono di più è molto difficile”. Le analisi dei fisici americani sono praticamente la conferma statistica delle parole di Peterson: se a 8 minuti dalla fine c’è una squadra in vantaggio, vincerà nel 90% delle partite.

Un altro momento davvero determinante delle partite di basket è l’inizio. Potrebbe sembrare strano che il punteggio del primo e del secondo quarto di gioco sia così importante, considerando tutto il tempo che c’è per recuperare. Eppure i dati analizzati parlano chiaro: grandi strappi nel punteggio durante la prima parte favoriscono enormemente chi è in vantaggio. E se si arriva a metà partita con un vantaggio di almeno 18 punti il risultato, come si dice in gergo, si può dire che “è in ghiaccio”.

Certo, tutta questa analisi prescinde anche da altri fattori che possono influenzare la singola partita, come quelli psicologici. Ma andate a spiegare ai Golden State Warriors che quest’anno hanno vinto il titolo professionistico del basket americano dopo 40 anni dall’ultima volta che l’idea della striscia vincente è un’illusione psicologica, come abbiamo raccontato qualche tempo fa. Tiratori “di striscia”, come si dice nell’ambiente, tipo Stephen Curry o Kay Thompson, due dei più precisi nel tiro da 3 punti, sono stati cardini delle vittorie della squadra della Bay Area di San Francisco. E, per inciso, non hanno mai perso tre partite di fila nella stagione.

Queste nuove analisi forse mettono in dubbio che tanti altri parametri che i professionisti della classifica prendono in considerazione quando analizzano il gioco siano davvero importanti. O forse ci insegna che non si possono prendere per oro colato. Nel frattempo godiamoci quel che rimane della finale scudetto italiana: se le cose vanno come sono andate in gara-3, con un continuo cambio di leadership e continui strappi da una parte e dell’altra, dobbiamo metterci il cuore in pace e aspettare il suono della sirena finale per sapere chi vincerà tra Sassari e Reggio Emilia.

[da Oggiscienza.it]

 

Pensieri atomici | Pantani era un dio

pantaIl bello del libro di Marco Pastonesi, firma della Gazzetta dello Sport che si occupa più di rugby che di ciclismo, è che riesce a trovare un modo diverso per dire qualcosa di nuovo su di una vicenda di cui è stato detto e scritto di tutto. Lo fa con uno stile narrativo, senza essere narrativo, raccogliendo testimonianze (grande lavoro di interviste: sono davvero tante) e prendendo Marco Pantani da tanti punti di vista diversi quanti sono i capitoli.

Non ci sono rivelazioni. Non c’è un rimestare nel dolore di chi lo ha amato. Non c’è l’agiografia dello scomparso. È uno sguardo intelligente, a volte crudo (come nel caso del doping), a volte non troppo approfondito, tanto che vorresti prendere Pastonesi e dirgli che di quella vicenda avrebbe dovuto scrivere di più. Ma per questo ci sono altri libri, altri spazi.

È la prima volta che leggo un libro sul ciclismo. E raramente leggo anche di altri sport. La figura di Pantani mi incuriosiva per l’impatto sociale e mediatico, ma non sono mai stato un tifoso e non seguo il ciclismo. Eppure sono convinto che se si raccontasse così lo sport, sarebbe più interessante della chiacchiera da bar con cui si tratta il calcio (che pare essere l’unico sport dei quotidiani sportivi). Ma è un libro che metto volentieri accanto a cose che ho letto recentemente, come John McPhee e il suo Tennis, e agli articoli del vecchio scriba.