La frontiera dei nuovi antibiotici

Tra le paure – fondate – per l’antibiotico resistenza a una piattaforma innovativa che potrebbe dare qualche indicazione sul futuro, via Pagina99:

nei laboratori di Harvard

Novartis scommette sui dati per tagliare i costi dei farmaci

La big-pharma elvetica vuole sviluppare un nuovo sistema di monitoraggio dei pazienti per accelerare e migliorare lo sviluppo di nuove molecole

Portare sul mercato un nuovo medicinale è un’impresa enorme.Tra ricerca scientifica in laboratorio e i necessari test clinici per passano mediamente 11 anni e gli investimenti sono, di conseguenza, esorbitanti, al punto che solamente grosse multinazionali possono permettersi il rischio e hanno capacità di raccogliere il capitale.

Il gigante svizzero del farmaco Novartis, nel nostro Paese al centro di una complessa vicenda che riguarda l’antitrustil Ministero della Sanità e il Sistema Sanitario Nazionale, ha scelto la strada della tecnologia.

Durante l’evento Innovating for Patients di fine giugno scorso organizzato nella sede di Basilea della corporation, il direttore generale dello sviluppo di Novartis Pharma Tim Wright ha mostrato una serie di dati per cui una nuova molecola, al momento della commercializzazione, ha sommato costi per un totale di 4,6 miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro). E un miliardo di dollari di questi costi deriva dal fallimento delle molecole nella cosiddetta fase 3 dello sviluppo, ovvero uno degli ultimi passi prima dell’approvazione definitiva da parte delle autorità che governano il mercato farmaceutico.

L’idea di Tim Wright e i colleghi a Novartis è di investire in un sistema di monitoraggio dei pazienti che stanno facendo da test per le varie fasi dei trial clinici che raccolga molti più dati di quanto non si faccia seguendo i normali protocolli. Un vero e proprio sistema di remote sensoring che potrebbe essere contenuto da un semplice cerotto indossato dai pazienti sull’addome.

L’analisi dei dati raccolti permetterebbe all’azienda di “ridurre il numero dei fallimenti negli ultimi stadi di sviluppo di nuove molecole”, anche attraverso una eliminazione precoce di quegli sviluppi che si rivelerebbero vicoli ciechi.

Una seconda strada intrapresa è quella di sviluppare un metodo di produzione, il “continous manufacturing”, che permetta di produrre farmaci in quantità minori rispetto al classico sistema discontinuo (batch system) largamente utilizzato oggi.

Questo approccio innovativo è in fase di sviluppo in collaborazione con il Massachussetts Institute of Technology (MIT), attraverso un centro nato ad hoc oramai sette anni fa. Il nuovo approccio consentirebbe di ridurre il costo di produzione dei medicinali attraverso lo sviluppo scientifico e tecnologico, l’unico che, secondo Tim Wright, consenta di innovare nel settore.

Da Wired.it