Dati Higgs: non c’è nuova fisica. Delusione?

Il 4 luglio del 2012 verrà probabilmente ricordato dagli storici come il giorno in cui al CERN di Ginevra i portavoce di ATLAS e CMS hanno annunciato la scoperta del bosone di Higgs. Lontano dal clamore mediatico di quei giorni, la comunità dei fisici particellari sta continuando a lavorare sui dati raccolti e le analisi condotte finora sono confortanti e ma per ora deludono quelli che speravano di vedere “nuova fisica”.

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Le aziende italiane che hanno permesso di scoprire il bosone di Higgs

Il 4 luglio 2012 è un giorno che verrà ricordato nei libri di storia della scienza per l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs. Ma tolto il valore scientifico e intellettuale dell’impresa, lo sforzo economico è giustificato? Qual è il ritorno per un Paese che, come l’Italia, sta attraversando una crisi così forte? Ecco le aziende italiane che hanno lavorato al progetto.

Ecco la “particella di Dio”, il tassello all’origine di tutto

La particella di Dio esiste. Dopo 50 anni di ricerche difficoltose, smentite e ritardi, oggi dal Cern arriva la conferma che il bosone di Higgs è stato “catturato”. Ultima particella prevista dal Modello Standard, conferma l’esistenza di tutte le altre, sostiene il modello stesso, concepito dai fisici per spiegare l’origine dell’universo. E adesso? Il bello è appena cominciato.

Come si dà la caccia al bosone di Higgs

Quando il 20 dicembre scorso, durante un incontro pubblico tenutosi al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, in un auditorium gremito di scolaresche, giornalisti e semplici curiosi, il direttore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) Fernando Ferroni ha dichiarato che il 2011 non sarà ricordato come un «anno speciale» per la fisica italiana ci hanno creduto davvero in pochi.

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