Star Trek è tornato. La nuova serie si intitola Discovery

Torna uno dei marchi più longevi della fantascienza e ci sono la guerra, la scoperta scientifica e le domande su chi siamo noi esseri umani

La nave della Flotta Stellare USS Shenzhou si imbatte in un oggetto spaziale non identificato in una zona pesantemente irradiata da una stella binaria. Durante l’esplorazione condotta in solitaria, il Primo Ufficiale Michael Burnham viene attaccato da un klingon, una razza umanoide con la quale l’umanità non ha più contatti da lunghissimo tempo. Lo scontro all’arma bianca è solo la premessa di una battaglia devastante tra la flotta capitanata da T’Kuvma e le navi della Flotta che dà il la a una guerra tra klingon e Federazione.

Non un reboot

Questa l’incipit della storyline principale che emerge dai primi due episodi della nuova serie che riporta sul piccolo schermo lo storico franchise. Sono passati dodici anni dall’ultimo episodio di Star Trek: Enterprise e cinquanta dal debutto della Original Series, ma ogni cosa che riguarda Star Trek continua a essere un evento di primaria grandezza nel mondo della fantascienza internazionale. Dopo l’apertura di nuovo universo cinematico – un universo parallelo – aperto da JJ Abrams tra il 2009 e il 2013, si tratta di un nuovo tentativo di ampliare il parco titoli con un ideale nuovo punto di ingresso per i neofiti, ma senza dimenticare i fan più appassionati ed esperti. Leggi tutto “Star Trek è tornato. La nuova serie si intitola Discovery”

La vita in microgravità in Nemesis di Asimov

Rotor ha tagliato i ponti con il resto dell’umanità. A un certo punto la colonia umana ha semplicemente acceso i motori a iperassistenza (che permettono di viaggiare a una velocità vicina a quella della luce) e lasciato l’orbita terrestre in direzione della nuova stella. Solo i rotoriani la conoscono, nascosta com’è dietro a una nube di polvere cosmica, grazie ai dati raccolti da una loro piccola sonda segreta. Da questo evento la trama dell’ultimo romanzo che Isaac Asimov scrive da solo (successivi sono i tre scaturiti dalla collaborazione con Robert Silverberg) si srotola come una sorta di gara tra due fazioni: da una parte i rotoriani che vogliono raggiungere la stella Nemesis e cercare di stabilire attorno a quella stella un nuovo avamposto umano nello spazio; dall’altra i terrestri che tentano di colmare il ritardo (temporale e tecnologico). A poco a poco veniamo a conoscenza delle terribili minacce che la stessa Nemesis getta sul futuro dell’umanità e del ruolo decisivo di alcuni personaggi dalle strane capacità, fino a un finale teso e forse un po’ precipitoso in cui hanno un ruolo fondamentale piccoli organismi unicellulari e i poteri psichici. Leggi tutto “La vita in microgravità in Nemesis di Asimov”

Travel Along with Mad Max: Fury Road in an Illustrated Map

LOVE!

Da: Travel Along with Mad Max: Fury Road in an Illustrated Map | Tor.com

#ClassiciRiscoperti: La lingua usata come arma in Babel-17 di Samuel R. Delany

L’ipotesi di Sapir-Whorf ispira un’arma micidiale in un classico vincitore del Premio Nebula nel 1967

Con questo articolo si apre una serie di approfondimenti sulle idee scientifiche alla base di alcuni classici più o meno noti della fantascienza internazionale.

La guerra che ha messo di fronte l’Alleanza terrestre agli Invasori ha oramai raggiunto uno stallo, con le due fazioni divise rigidamente che cercano senza successo di prevalere sul nemico, diventando così padroni dello spazio cosmico. L’equilibrio però rischia di essere rotto da un misterioso codice cifrato che il comando terrestre ha intercettato e battezzato Babel-17: potrebbe nascondere le coordinate del prossimo forse decisivo attacco per un’umanità che è oramai stanca della guerra. Rydra Wong, la poetessa esperta di linguaggi che viene incaricata dall’Alleanza di decifrare Babel-17, scopre però presto che non si tratta di un codice cifrato, ma di una lingua vera e propria, che ha il potere di modificare la struttura del pensiero di chi la parla e trasformarlo in un automa che ha come solo scopo attaccare e distruggere i terrestri. Leggi tutto “#ClassiciRiscoperti: La lingua usata come arma in Babel-17 di Samuel R. Delany”

L’ambiente violato sul grande schermo

Tra catastrofi ecologiche, distopie ambientaliste, documentari di denuncia

Con il ritorno di Al Gore in versione documentarista e film maker, come raccontato da Claudio Dutto su queste colonne, si riaffaccia sul grande schermo un cinema che guarda alle “scomode verità” sulle conseguenze planetarie dei cambiamenti climatici. A dire il vero, però, si tratta di tematiche che non se ne sono mai andate del tutto, ma che hanno continuata ad affiorare lungo buona parte della storia del cinema internazionale, in particolare modo in quello di fantascienza. Spesso in termini catastrofistici, quasi sempre cercando di fare da monito allo spettatore sulle conseguenze di scelte sbagliate.

Mentre gli esperti cercano di capire quali siano le ricadute sugli accordi internazionali dello sfilamento degli Stati Uniti targati Donald Trump dagli impegni sul cambiamento climatico e sul rispetto dell’ambiente, vi proponiamo una selezione di alcuni film che raccontano scenari distopici e apocalittici dovuti a uno scarso rispetto per la natura, in nessun ordine specifico. Non ci troverete, per esempio, Blade Runner, che comunque è ambientato in un futuro in cui l’equilibrio tra natura e uomo si è dissolto in un cielo sempre scuro e una continua pioggia, probabilmente acida. Lì la questione ambientale ed ecologica non è parte integrante della storia, ma ne fornisce solo uno scenario. Abbiamo qui invece preferito film in cui il discorso e la riflessione attorno a queste tematiche sia centrale nella svolgimento della storia. Leggi tutto “L’ambiente violato sul grande schermo”

Mars Generation: piccoli astronauti in erba

Un nuovo documentario disponibile su Netflix racconta la storia di un gruppo di aspiranti astronauti adolescenti che sognano il Pianeta Rosso

Un allarme che suona nella sala di comando, un ordine (“non puoi atterrare finché non avrai completato un controllo manuale”), un membro dell’equipaggio a Terra durante un’operazione: scene da perfetto film di fantascienza sui viaggi nello spazio, se non fosse che i protagonisti con le tute da astronauta sono tutti adolescenti che stanno simulando una missione di esplorazione su Marte. È l’inizio di Mars Generation, il documentario disponibile dal 5 maggio su Netflix, che racconta l’addestramento di un gruppo di adolescenti americani durante lo Space Camp, specie di campo estivo per appassionati di spazio e nerd, che lo U.S. Space & Rocket Center di Huntsville, in Alabama, organizza da alcuni anni.

 

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BlackScreen: il determinismo di Laplace e l’onniscenza del Dio di Dante

Un fumetto tutto italiano edito da Shockdom fa riflettere sul rapporto tra destino e libero arbitrio, ma anche su determinismo e caso nella scienza

La contingenza, che fuor del quaderno
de la vostra matera non si stende,
tutta è dipinta nel cospetto etterno

necessità però quindi non prende
se non come dal viso in che si specchia
nave che per torrente giù discende

(Dante Alighieri, Divina Commedia – Paradiso, Canto XVII, vv. 37 -42)

STRANIMONDI – Al tempo di Dante tra le persone colte teneva banco una disputa teologica sul rapporto tra il libero arbitrio e l’onniscenza divina. Se Dio tutto vede, e quindi sa come si svolgeranno i fatti nel futuro, che senso può avere il libero arbitrio, cioè – secondo la teologia cristiana – il dono della libertà che Dio ha fatto agli esseri umani? Non è tutto già scritto nel destino? Nei versi del Canto XVII del Paradiso che qui abbiamo riportato Dante si basa su Tommaso d’Acquino per indicare da che parte sta. Per il poeta, Dio è onnisciente come colui che sta a riva e vede una nave che solca il mare mentre si sta preparando una tempesta: sa prevedere come i fatti evolveranno da questa situazione, ma non può alterare le conseguenze delle scelte effettuate dalle persone.

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Preoccupazioni analoghe, e relative domande, solcano anche le pagine di BlackScreen, fumetto pubblicato a fine gennaio da Shockdom. Da un’idea di Lucio Staiano, patron della casa editrice e laureato in fisica (cosa che secondo noi ha avuto un peso in BlackScreen, come in altre sue scelte narrative su cui magari torneremo), con l’aiuto di Giuseppe Andreozzi e disegnato da Giovanni “Fubi” Guida, la storia si dipana in un universo del tutto simile al nostro, ma in cui un dettaglio tecnologico ha profondamente modificato la società (se vi viene in mente la serie Black Mirror non siete fuori strada). In questo caso si tratta dello Spoiler, un’invenzione delle Seed Industries in grado di prevedere il futuro della gente e, in particolare, di sapere quando morirà. Poco prima dell’evento, però, se ci si collega allo Spoiler, il risultato sarà una schermata nera (da cui il titolo). Ma cosa succederebbe se qualcuno potesse avere accesso al futuro di tutti? Potrebbe intervenire impedendo che un determinato evento accada? Non si potrebbe sostituire a Dio? Eccoci di nuovo a Dante e a Tommaso d’Acquino: sono passati diversi secoli, ma la disputa è ancora tutta qui.

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