Se non leggi fino in fondo gli articoli de Linkiesta, allora tendi alla depressione!

Forse un tantino esagerato, ma è il succo di uno studio condotto da alcuni computer scientist della Missouri University of Science and Technology. In buona sostanza i ricercatori americani hanno osservato il flusso di dati che un gruppo di persone ha generato nella propria normale navigazione online. L’aspetto più interessante è che non si è tenuto in nessun conto il contenuto di quello che, per esempio, i soggetti leggevano online o quali siti visitavano. Più semplicemente i ricercatori hanno osservato per quanto tempo i navigatori svolgevano una determinata macro tipologia di attività, come per esempio chattare, scaricare file, ascoltare o vedere qualcosa in streaming, scrivere email e così via.

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