InfoAmazonia: per preservare la foresta, condividiamola in rete

È online una piattaforma che raccoglie e geolocalizza le storie degli utenti sull’Amazzonia per monitorarne lo stato di salute in tempo reale e combattere il rischio di deforestazione

Nonostante l’attenzione mondiale dovuta al recente Earth Summit di Rio de Janeiro, il rischio che una deforestazione incontrollata continui silenziosamente a erodere terreno ai 5 milioni e mezzo di chilometri quadrati della più grande foresta pluviale del mondo è reale oggi come negli anni Settanta. Perché l’attenzione rimanga alta bisogna pensare a idee innovative per raccontare e rendere visibile la deforestazione, la perdita di biodiversità e i contrasti tra multinazionali e popolazioni indigene.

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La giungla delle normative antisismiche: una storia italiana

Fin dal 2003 il modenese e il ferrarese sono stati classificati come “zona sismica”. Come ci ha spiegato Romano Camassi, siamo passati da una sostanziale non classificazione a una “zona 3″, cioè un territorio a “medio rischio”, con un’attività sismica storica nota e capace, come abbiamo visto, di provocare danni ingenti. Ma non possiamo pensare a quella normativa come a una storia che prevede un prima e un dopo 2003. La situazione è molto più complessa.

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Dobbiamo abituarci all’idea, viviamo in zona sismica

«Abituarsi all’idea che viviamo in territorio sismico. Non pensare al terremoto come qualcosa di improbabile. Pensare che dobbiamo stabilire delle priorità e decidere che cosa è davvero importante». Parole di Romano Camassi, sismologo dell‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Bologna ed esperto di sismologia storica, a poche ore dalla scossa di magnitudo 5.8 che stamattina ha colpito nuovamente le aree del modenese e del ferrarese già in difficoltà per le scosse del 20 maggio scorso. «Si tratta di terremoti che non sono prevedibili nel senso dell’ora e quando, ma sono terremoti che non giungono inaspettati, perché tutta quest’area della Pianura Padana è interessata da un complesso di faglie il cui movimento ha come effetto quest’ondata di scosse, con i picchi di oggi e del 20 maggio».

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La ricerca nonostante tutto

“Cosa mi aspetto per il prossimo futuro? Spero di poter finalmente finanziare in maniera adeguata le ricerche mie e del mio gruppo su questi batteri estremofili per vedere quanto sono davvero diffusi negli oceani”. Per una volta, Daniele Brunelli, geologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, vorrebbe non essere costretto a fare le nozze coi fichi secchi e chissà che in questa occasione la copertina che Nature Geoscience ha dedicato a uno dei suoi ultimi studi non aiuti ad aprire qualche porta.

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Braveheart scende in campo

Si chiamano Crofters e sono i battaglieri piccoli agricoltori delle highlands scozzesi. Le loro pratiche per preservare la biodiversità agricola locale e gestire in modo comunitario le terre sono un riferimento per le reti rurali europee. Come raccontano Patrick Krause, a capo della Scottish Crofting Foundation, Annie Tindlay, storica della Glasgow Caledonia University,  Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, e Riccardo Bocci, agronomo della Rete semi rurali.

Un radiodocumentario di Elisabetta Tola e Marco Boscolo per Radio3Scienza

Crofters e sementi libere: un radioreportage

Strathpeffer. Highlands Scozzesi. Dal 9 all’11 marzo si sono celebrate le sementi coltivate e le razze allevate dai Crofter. Reportaga da Let’s Liberate Diversity 2012.

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Tutta colpa di Piero Angela

“E’ successo quando avevo dieci anni e leggevo i libri di Piero Angela prendendoli in prestito dalla biblioteca del paese, a Bollate. Parlavano dei misteri dei buchi neri e io mi sono detta che da grande ne avrei svelato i segreti: avevo deciso che sarei diventata astronoma”. Daniela Vergani non ha mai deviato da quel proposito. Grazie alla tenacia e a “molti sacrifici” lo scorso anno è stata assunta come ricercatrice all’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Bologna  dove ora si occupa di studiare la formazione e l’evoluzione delle galassie che popolano l’Universo. “A dirla tutta non ho mai davvero preso in considerazione un’altra strada. Forse non è del tutto sano!” Sa guardarsi con ironia, Daniela, e forse questo le permette di ripensare alle difficoltà della sua scelta con un sorriso: ha girato l’Europa, dall’Olanda al dottorato in Germania, passando per le Canarie a Parigi. “Chi me la fatto fare di rientrare in Italia nel 2005? Un fidanzato che cominciava a perdere la pazienza…”.

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