Dobbiamo abituarci all’idea, viviamo in zona sismica

«Abituarsi all’idea che viviamo in territorio sismico. Non pensare al terremoto come qualcosa di improbabile. Pensare che dobbiamo stabilire delle priorità e decidere che cosa è davvero importante». Parole di Romano Camassi, sismologo dell‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Bologna ed esperto di sismologia storica, a poche ore dalla scossa di magnitudo 5.8 che stamattina ha colpito nuovamente le aree del modenese e del ferrarese già in difficoltà per le scosse del 20 maggio scorso. «Si tratta di terremoti che non sono prevedibili nel senso dell’ora e quando, ma sono terremoti che non giungono inaspettati, perché tutta quest’area della Pianura Padana è interessata da un complesso di faglie il cui movimento ha come effetto quest’ondata di scosse, con i picchi di oggi e del 20 maggio».

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La ricerca nonostante tutto

“Cosa mi aspetto per il prossimo futuro? Spero di poter finalmente finanziare in maniera adeguata le ricerche mie e del mio gruppo su questi batteri estremofili per vedere quanto sono davvero diffusi negli oceani”. Per una volta, Daniele Brunelli, geologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, vorrebbe non essere costretto a fare le nozze coi fichi secchi e chissà che in questa occasione la copertina che Nature Geoscience ha dedicato a uno dei suoi ultimi studi non aiuti ad aprire qualche porta.

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Braveheart scende in campo

Si chiamano Crofters e sono i battaglieri piccoli agricoltori delle highlands scozzesi. Le loro pratiche per preservare la biodiversità agricola locale e gestire in modo comunitario le terre sono un riferimento per le reti rurali europee. Come raccontano Patrick Krause, a capo della Scottish Crofting Foundation, Annie Tindlay, storica della Glasgow Caledonia University,  Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, e Riccardo Bocci, agronomo della Rete semi rurali.

Un radiodocumentario di Elisabetta Tola e Marco Boscolo per Radio3Scienza

Crofters e sementi libere: un radioreportage

Strathpeffer. Highlands Scozzesi. Dal 9 all’11 marzo si sono celebrate le sementi coltivate e le razze allevate dai Crofter. Reportaga da Let’s Liberate Diversity 2012.

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Tutta colpa di Piero Angela

“E’ successo quando avevo dieci anni e leggevo i libri di Piero Angela prendendoli in prestito dalla biblioteca del paese, a Bollate. Parlavano dei misteri dei buchi neri e io mi sono detta che da grande ne avrei svelato i segreti: avevo deciso che sarei diventata astronoma”. Daniela Vergani non ha mai deviato da quel proposito. Grazie alla tenacia e a “molti sacrifici” lo scorso anno è stata assunta come ricercatrice all’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Bologna  dove ora si occupa di studiare la formazione e l’evoluzione delle galassie che popolano l’Universo. “A dirla tutta non ho mai davvero preso in considerazione un’altra strada. Forse non è del tutto sano!” Sa guardarsi con ironia, Daniela, e forse questo le permette di ripensare alle difficoltà della sua scelta con un sorriso: ha girato l’Europa, dall’Olanda al dottorato in Germania, passando per le Canarie a Parigi. “Chi me la fatto fare di rientrare in Italia nel 2005? Un fidanzato che cominciava a perdere la pazienza…”.

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Giornata mondiale dell’acqua: uniti sul Web per difenderla

Mentre aumentano i movimenti in difesa della prima risorsa del pianeta, al Forum di Marsiglia è stata presentata una piattaforma per una sua gestione in via digitale

Ogni giorno ingeriamo dai 2 ai 4 litri di acqua una parte consistente dei quali si trova all’interno del cibo che mangiamo. Questo è il dato che gli organizzatori della Giornata Mondiale dell’Acqua hanno voluto porre al centro delle celebrazioni di oggi attraverso lo slogan “il mondo è assetato perché ha fame”. Una fame che è già oggi una ferita aperta del nostro pianeta con una popolazione di 7 miliardi. Quale può essere, quindi, lo scenario nel 2050, quando le stime ci dicono che saremo 2 miliardi in più? La preoccupazione delle Nazioni Unite, che fin dal 1992 hanno deciso di dedicare il 20 marzo al cosiddetto oro blu, è che i tempi si stiano sempre più stringendo e che sia necessario agire ora per limitare i problemi in futuro.

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La scienza inciampa in un cavo, ecco cosa è accaduto coi neutrini

Pur fra cautele, si era detto che la velocità della luce era stata superata da quella dei neutrini. Il Cern di Ginevra aveva fatto accelerare e poi “sparato” fasci di neutrini, diretti verso il Gran Sasso. Una distanza di 730 chilometri che sarebbero stati percorsi con un vantaggio di 60 nanosecondi, sulla velocità della luce. Sbagliato, pare. E sembra che sia colpa di un cavo non ben collegato, ma la materia è complessa e le verifiche in corso.