Pensatech: Datagate. Una guerra senza norme internazionali

14 giu. – Sono i metadati il cuore del programma Prism, progetto della Agenzia per la Sicurezza al centro dell’ultimo scandalo degli Stati Uniti. Non il contenuto delle nostre conversazioni web  ma un aggregato delle caratteristiche di chi utilizza i servizi online. A spiegarlo a @Pensatech è il security evangelist Corrado Giustozzi(@cgiustozzi). Siamo partiti dal caso Snowden, la fuga di notizie sul controllo della rete da parte della Nsa, per spiegare la struttura delle rete web e le sue distorsioni.

La legislazione americana riguarda anche noi quando navighiamo in internet, perché i grandi centri si trovano oltreoceano. La Cina sta creando la sua alternativa. Siamo in mezzo ad una guerra per il controllo della rete, priva però di patti internazionali che garantiscano la protezione dei singoli utenti.

L’ex garante per la privacy Francesco Pizzetti (@francopizzetti), in quanto presidente di Alleanza per Internet, ha inviato una lettera alle istituzioni italiane ed europee per chiedere un intervento normativo. L’intervista integrale

Grazie a Marina Petrillo (@AlaskaRP),  Raffaella Brignardello e Alessandra Neve  per la traduzione in italiano dell’intervista del Guardian a Snowden. La versione integrale della traduzione la trovate sul blog di Alaska.

Immagine dalla pagina Facebook 4chan

Gli italiani hanno imparato a usare la rete?

Ogni volta che il Funkyprofessor sale sulla bilancia che tiene in casa, tutti i suoi follower su Twitter sanno in tempo reale quanto pesa. Merito di una bilancia smart che si connette direttamente al router di casa e twitta in automatico il peso di chi ci sale: con l’idea che il “pubblico ludibrio” sulla piazza digitale dovrebbe essere uno stimolo per cercare di non esagerare a tavola e rimettersi in forma. La bilancia del Funkyprofessor, alias Marco Zamperini, esperto di gadget tecnologici nonché Chief Innovation Officer presso NTT Data Italia, è solo uno dei 5 milioni di oggetti che sono oggi collegati direttamente a Internet in Italia.

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Quanto (e come) gli italiani usano i social network

Nonostante i ritardi rispetto al resto d’Europa sulla diffusione della banda larga, gli italiani usano sempre di più i social network. A metterlo in evidenza è un’analisi condotta dal team di Blogmeter per State of the Net, la due giorni di conversazione attorno alle trasformazioni e alle relazioni tra il mondo della Rete e la società. A farla da padrone è Facebook che in Italia ha 23 milioni di utenti mensili e che a livello globale, negli ultimi due anni, si è mangiato gli utenti di Orkut e Hi5. Sul fronte italiano i numeri danno Twitter in calo dell’11,6% rispetto alla stessa rilevazione di un anno fa, nonostante una recente pubblicazione del Pew Research Center mostri come i cinguettii siano sempre più preferiti dagli adolescenti.

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Pensatech: La bilancia che diffonde il tuo peso nel web

Gli italiani twittano molto di fronte alla televisione, e i loro cinguetii sono tristi tutto l’anno, con l’eccezione di Capodanno e a San Valentino. Sono solo alcune delle immagini che emergono dai numeri della rete, raccolti e messi in infografica daVincenzo Cosenza (@Vincos), affiancato da un team di analisti e linguisti computazionali di Blogmeter, sulla base di 71,6 milioni di tweet scritti dagli italiani nei primi quattro mesi dell’anno e analizzati automaticamente da Social Listening.

@Pensatech torna a parlare di State of the Net e dopo i numeri ci parlare di “internet delle cose“. Sarebbe più facile dimagrire con il pensiero che il peso misurato della bilancia finirà sul web? E’ una delle tante applicazioni della rete negli oggetti della casa. Ma ci sono anche le lampadine che cambiano colore e luminosità con un’app. Ce ne ha parlato Funky Professor (@TheFunkyProf), ovveroMarco Zamperini.

Con Zamperini abbiamo parlato anche di differenza tra domotica classica e internet delle cose e… di “ciappinari“* in via d’estinzione o in via di trasformazione

(* in bolognese il tuttofare che aggiusta elettrodomestici e fa piccoli interventi di manutenzione casalinga)

Pensatech: Digitale? In Italia un ritardo culturale

In occasione di State of the Net  @Pensatech vuole cerca di fare il punto sull’uso della rete in Italia da parte delle imprese. Abbiamo intervistato due dei fondatori della conferenza che si tiene oggi e domani a Trieste.

Secondo Paolo Valdemarin (@paolovalde) in Italia più che un problema di infrastruttura c’è un ritardo culturale nell’utilizzo della rete. “La rete è un’opportunità per ora non ancora del tutto mantenuta che che sta stravolgendo la nostra società”, secondo Sergio Maistrello (@sergiomaistrello): gli italiani sono pronti per la sfida, l’Italia, la classe dirigente, invece lo è meno.

Laura Marling – Once I Was A Eagle

Per il precedente A Creature I Don’t Know si diceva da queste colonne che spesso siamo fin troppo esigenti con gli artisti giovani: difficile confrontarli con passati ingombranti e con le migliaia di ascolti che abbiamo fatto. A volte, però, bisogna semplicemente applicare un principio di realtà, lo stesso che oggi ci impone di dire che questo quarto album spinge prepotentemente Laura Marling verso i piani alti del cantautorato folk-rock. Di sicuro è in prima classe tra i musicisti della sua generazione. Oggi, a soli 23 anni, Laura Marling domina il folk in tutte le sue accezioni come nessuno ha saputo fare negli ultimi anni: c’è una naturalezza genuina nella sua scrittura, una forza fragile nei testi e nel canto che l’hanno fatta giustamente definire il perfetto incrocio tra Joni Mitchell e Sandy Denny. Ma in Once I Was A Eagle c’è molto altro.

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Pensatech: L’occhio della rete sulla ricostruzione

Terremoto un anno dopo. Qual è il ruolo della rete nel monitoraggio attivo durante ricostruzioni post sisma?

In Emilia Romagna è nato il progetto Open Ricostruzione @Open_Ric. Christian Quintili @c83n di Action Aid @ActionAidItalia ci spiega il progetto: “Raccontare il terremoto per alzare il livello di prevenzione”.
Domenica 26 maggio Open Ricostruzione sarà a Crevalcore alle 17 all’Auditorium primo maggio lancia la seconda parte del progetto: i percorsi di formazione per i cittadini.
Con Ettore di Cesare @ett_di_cesare parliamo di Open Polis a L’Aquila: “A che punto è la non ricostruzione a 4 anni dal terremoto abruzzese”.

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