Sorpresa, è Madrid la città più gay friendly

Nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969 i moti di protesta contro la polizia di New York che voleva sgomberare lo Stonewall Inn, storico locale gay del Greenwich Village, hanno marcato l’inizio del movimento di liberazione della comunità gay. A distanza di 48 anni da quell’evento qual è la città più accogliente e aperta nei confronti delle persone LGBT? I dati di un enorme sondaggio internazionale puntano tutti in direzione di Madrid, che risulterebbe la città più attraente sotto questo profilo. A condurre la ricerca è stata Nestpick, una piattaforma digitale olandese per gli affitti a medio e lungo termine da poco entrata anche sul mercato di alcune città italiane, che ha messo in fila le migliori 100 città LGBT. Le uniche due città italiane occupano posizioni piuttosto basse: Roma all’84° posto e Milano all’97°. Segno che nonostante il miglioramento della tutela dei diritti per le coppie dello stesso sesso con la legge Cirinnà e un generale miglioramento della tutela della difesa delle comunità LGBT, c’è ancora molto da fare per raggiungere la piena tutela di questa fetta della popolazione. Leggi tutto “Sorpresa, è Madrid la città più gay friendly”

Bicicletta, 200 anni portati alla grande

Non si sa bene quando sia stata inventata, ma i documenti storici ricordano che nel giugno del 1817 il tedesco bardone Karl von Drais faceva alcune prove con la sua “die Laufmaschine”, la sua “macchina per correre”. Il primo viaggio vero e proprio, però, è riportato nel luglio dello stesso anno: Mannheim a Schwetzingen, circa 15 chilometri. Al di là dell’incertezza dei propri natali, però, la bicicletta è stata un mezzo di trasporto rivoluzionario, che ha consentito spostamenti più lunghi con la sola forza muscolare e ha avuto un ruolo storico importante (basti pensare alle staffette della Resistenza nel nostro paese). Leggi tutto “Bicicletta, 200 anni portati alla grande”

Le multinazionali digitali sono raddoppiate in 5 anni

Le multinazionali digitali realizzano il 70% delle proprie vendite fuori dal proprio paese, ma solo il 40% delle loro attività è condotto all’estero. Una situazione assai diversa rispetto alla media che si traduce in un impatto diretto meno visibile in termini di investimenti e posti di lavoro creato al di fuori della madrepatria. Lo afferma il World Investment Report 2017 pubblicato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), che comunque sottolinea come l’economia digitale sia un fattore chiave per la crescita e lo sviluppo economico.
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Juve nella leggenda: tutti i numeri della squadra dei record

con Enrico Bergianti

Dopo la terza Coppa Italia consecutiva (record per il calcio italiano) la Juventus ha vinto anche il suo sesto scudetto di fila. Record nel record, perché per il terzo anno la Juve ha replicato il double campionato-coppa nazionale, anche questo un inedito per il pallone in Italia. Tornando ai soli scudetti, nel campionato italiano sei titoli di fila non si erano mai visti prima. Il record era di 5 scudetti di seguito stabilito dalla stessa Juventus (negli anni ’30, dal 1930-31 al 1934-35 con campionati a 18 squadre eccetto quello 34-35, a 16 squadre), dal Grande Torino (dal 1942-43 al 1948-49, striscia interrotta dalla tragedia aerea di Superga del 4 maggio 1949 e comunque ottenuta con alcune variazioni della formula di assegnazione del titolo) e dall’Inter, dal titolo ricevuto a tavolino in seguito a Calciopoli nel 2005-06 a quello del Triplete di Mourinho nel 2009-2010.

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L’Italia migliora nella difesa della comunità Lgtb. Ma non basta

Un salto in avanti molto significativo. È quello fatto dall’Italia nella tutela dei diritti delle persone omosessuali, trans, bisex e intersessuali. Un punteggio che passa da 20 a 27, in una scala percentuale, dell’indice Rainbow, che definisce la graduatoria tra 49 paesi della regione europea

con Elisabetta Tola

Un salto in avanti molto significativo. È quello fatto dall’Italia nella tutela dei diritti delle persone omosessuali, trans, bisex e intersessuali. Un punteggio che passa da 20 a 27, in una scala percentuale, dell’indice Rainbow, che definisce la graduatoria tra 49 paesi della regione europea. Lo stabilisce il rapporto annuale ILGA-Europe, branca europea dell’Associazione internazionale per i diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e Intersex, presentato in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, transfobia e bifobia (IDAHOT) e in apertura di un forum europeo sul tema che si terrà a Bruxelles dal 19 maggio.

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Così il digitale e lo smartphone hanno salvato la televisione

L’hanno data per spacciata perché le nuove generazioni non la guardano più, ma in realtà la televisione è in buona salute. Anzi, nel corso del 2016 gli italiani sembrano aver aumentato la quantità di contenuti televisivi nella propria dieta mediatica

L’hanno data per spacciata perché le nuove generazioni non la guardano più, ma in realtà la televisione è in buona salute. Anzi, nel corso del 2016 gli italiani sembrano aver aumentato la quantità di contenuti televisivi nella propria dieta mediatica. Lo indicano i dati dell’Osservatorio Social TV 2017 realizzato dal Digital Lab dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con SWG. Una percentuale tra il 67 e il 75% degli oltre 1300 soggetti coinvolti nella ricerca, infatti, ha dichiarato che nel corso dell’anno passato ha aumentato, e in alcuni casi anche di molto, la quantità di TV che consuma ogni giorno. Questo è particolarmente vero per i preadolescenti: uno su due, infatti, ha passato oltre mezz’ora in più al giorno di fronte allo schermo rispetto a quanto facesse nell’anno precedente.

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Nel mondo ci sono 300 milioni di depressi

I dati sulla depressione in Italia nella Giornata Mondiale della Salute 2017

Più di 300 milioni di persone al mondo malate di depressione. Sono le stime più aggiornate che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilasciato il 7 aprile 2017 in occasione delle Giornata Mondiale della Salute che quest’anno è dedicata proprio alla depressione. Secondo Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, “questi numeri sono una sveglia perché tutti i paesi rivedano il proprio approccio alla salute psicologica e questa venga trattata con l’attenzione necessaria”. Troppo spesso, però, la paura dello stigma sociale e i pregiudizi spaventano chi ne soffre, rendendo più difficile la richiesta d’aiuto. Per questo motivo la campagna dell’OMS si intitola “Depression: Let’s Talk” (“depressione: parliamone”).

Ulteriore elemento di preoccupazione per l’OMS è l’accesso alle cure. In molti paesi non esiste, o è molto limitato, il sistema di sostegno per le persone che hanno problemi di salute psicologica. Perfino nei paesi più ricchi, circa il 50% delle persone che soffrono di depressione non vengono curate e mediamente, solo il 3% della spesa sanitaria pubblica è investita in questo settore. Uno sforzo troppo ridotto se, come dice l’OMS, il disturbo depressivo maggiore, il caso più grave, è la quarta causa di disabilità a livello globale.

 

La situazione italiana

I dati del sistema di sorveglianza della salute pubblica PASSI gestito dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dicono che gli italiani che presentano sintomi legati alla depressione sono il 6,2% della popolazione. Questa percentuale fa riferimento ai dati raccolti nel monitoraggio 2012-2015 su di un campione rappresentativo della popolazione nazionale, corrispondente a circa 3,7 milioni di italiani.

La situazione italiana è, come spesso accade, variegata sul piano delle regioni. Sopra la media nazionale risultano: Emilia-Romagna (7,5%), Liguria (7,5%), Molise (10,2%), Sardegna (9,4%) e Umbria (8,7%). Con un dato migliore della media: Basilicata (3,4%), Marche (4,8%), la provincia autonoma di Bolzano (4,6), quella di Trento (4,2%), Puglia (4,4%) e Veneto (5,6%). Tutte le altre regioni presentano risultati che oscillano attorno a quello nazionale.

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