Vogliamo maggior efficienza dalle università italiane? Accorpiamo i ricercatori migliori e licenziamo quelli improduttivi

La proposta arriva da Giovanni Abramo e Ciriaco D’Angelo dell’università di Roma Tor Vergata sul TuttoScienze di oggi: poche università dove far confluire i migliori docenti in grado di attirare capitali dal mondo privato e, perché no, anche dall’estero. Questi nuovi poli sarebbero caratterizzati da anime specifiche e non un grande numero di atenei indifferenziati, dove si fatica a individuare centri d’eccellenza. Distinguiamo che è in grado di produrre nuova conoscenza da chi prende uno stipendio (pubblico) ma non contribuisce alla ricchezza, anche solo intellettuale del paese. Nelle science dure, per esempio, il 23% dei ricercatori produce il 77% del totale dei risultati del settore in Italia. Consideriamo le tre università romane, suggeriscono Abramo e D’Angelo: prendiamo i ricercatori più produttivi per accorparli in una nuova struttura. Si otterrebbe una nuova università estremamente più performante di tutte le altre italiane, comprese le sei Scuole Superiori.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/fatti-di-scienza/vogliamo-maggior-efficienza-dalle-universita-italiane-accorpiamo-i-ricercator#ixzz24T4QbTEo

I risultati della ricerca fatta con soldi pubblici sono di tutti: parola di Research Council UK

Il movimento The Cost of Knowledge voluto dal matematico britannico Tim Gowers ha visto la sottoscrizione di oltre 12 mila ricercatori di tutto il mondo. Il motivo della protesta? Il fatto che grossi editori come l’olandese Elsevier, padrone di numeri uno della pubblicazione scientifica come Cell e Lancet, facessero profitti sfruttando il lavoro – in molti casi – gratuito dei ricercatori: revisione di articoli, collaborazioni editoriali e altri servizi che vengono offerti gratuitamente. E se il ricercatore è uno stipendiato pubblico, quelle ore di lavoro sono sottratte al suo lavoro, quello finanziato con le tasse dei cittadini.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/fatti-di-scienza/i-risultati-della-ricerca-finanziata-con-danato-pubblico-devono-essere-gratui#ixzz24T3tugvm

Sequestro Green Hill: siamo vittime della bellezza e della tenerezza dei beagle?

La notizia è oramai di ieri sera, quando il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato gli stabilimenti della Green Hill, la nota azienda di Montichiari che si occupa dell’allevamento e della vendita di cani beagle a scopo di ricerca scientifica. Secondo quanto riportato dall’AGI, ci sono”tre persone indagate in concorso fra loro per il reato di maltrattamento di animali (art.544 ter cp)”. Soddisfatti gli animalisti della LAV che hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sull’unica azienda italiana che si occupi di questo tipo particolare di allevamento. Un po’ meno i ricercatori, con toni anche troppo apocalittici (Silvio Garattini, Istituto Mario Negri di Milano:”Addio alla ricerca scientifica”).

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/fatti-di-scienza/sequestro-green-hill-siamo-vittime-della-bellezza-e-della-tenerezza-dei-beagl#ixzz24T4ub6tS