Venter, l’imprenditore scienziato che gioca a fare Dio

Craig Venter, scienziato e imprenditore americano, spiega che ormai siamo entrati nell’era della biologia digitale. È ormai possibile «progettare in laboratorio cellule che non esistono in natura, proprio come farebbe un architetto o un ingegnere, per poi farle diventare reali». Il Venter Institute sta mettendo a punto un metodo rapidissimo per contrastare le epidemie di influenza.

Le aziende italiane che hanno permesso di scoprire il bosone di Higgs

Il 4 luglio 2012 è un giorno che verrà ricordato nei libri di storia della scienza per l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs. Ma tolto il valore scientifico e intellettuale dell’impresa, lo sforzo economico è giustificato? Qual è il ritorno per un Paese che, come l’Italia, sta attraversando una crisi così forte? Ecco le aziende italiane che hanno lavorato al progetto.

Ecco la “particella di Dio”, il tassello all’origine di tutto

La particella di Dio esiste. Dopo 50 anni di ricerche difficoltose, smentite e ritardi, oggi dal Cern arriva la conferma che il bosone di Higgs è stato “catturato”. Ultima particella prevista dal Modello Standard, conferma l’esistenza di tutte le altre, sostiene il modello stesso, concepito dai fisici per spiegare l’origine dell’universo. E adesso? Il bello è appena cominciato.

InfoAmazonia: per preservare la foresta, condividiamola in rete

È online una piattaforma che raccoglie e geolocalizza le storie degli utenti sull’Amazzonia per monitorarne lo stato di salute in tempo reale e combattere il rischio di deforestazione

Nonostante l’attenzione mondiale dovuta al recente Earth Summit di Rio de Janeiro, il rischio che una deforestazione incontrollata continui silenziosamente a erodere terreno ai 5 milioni e mezzo di chilometri quadrati della più grande foresta pluviale del mondo è reale oggi come negli anni Settanta. Perché l’attenzione rimanga alta bisogna pensare a idee innovative per raccontare e rendere visibile la deforestazione, la perdita di biodiversità e i contrasti tra multinazionali e popolazioni indigene.

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La giungla delle normative antisismiche: una storia italiana

Fin dal 2003 il modenese e il ferrarese sono stati classificati come “zona sismica”. Come ci ha spiegato Romano Camassi, siamo passati da una sostanziale non classificazione a una “zona 3″, cioè un territorio a “medio rischio”, con un’attività sismica storica nota e capace, come abbiamo visto, di provocare danni ingenti. Ma non possiamo pensare a quella normativa come a una storia che prevede un prima e un dopo 2003. La situazione è molto più complessa.

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Dobbiamo abituarci all’idea, viviamo in zona sismica

«Abituarsi all’idea che viviamo in territorio sismico. Non pensare al terremoto come qualcosa di improbabile. Pensare che dobbiamo stabilire delle priorità e decidere che cosa è davvero importante». Parole di Romano Camassi, sismologo dell‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Bologna ed esperto di sismologia storica, a poche ore dalla scossa di magnitudo 5.8 che stamattina ha colpito nuovamente le aree del modenese e del ferrarese già in difficoltà per le scosse del 20 maggio scorso. «Si tratta di terremoti che non sono prevedibili nel senso dell’ora e quando, ma sono terremoti che non giungono inaspettati, perché tutta quest’area della Pianura Padana è interessata da un complesso di faglie il cui movimento ha come effetto quest’ondata di scosse, con i picchi di oggi e del 20 maggio».

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La ricerca nonostante tutto

“Cosa mi aspetto per il prossimo futuro? Spero di poter finalmente finanziare in maniera adeguata le ricerche mie e del mio gruppo su questi batteri estremofili per vedere quanto sono davvero diffusi negli oceani”. Per una volta, Daniele Brunelli, geologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, vorrebbe non essere costretto a fare le nozze coi fichi secchi e chissà che in questa occasione la copertina che Nature Geoscience ha dedicato a uno dei suoi ultimi studi non aiuti ad aprire qualche porta.

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