Donne da combattimento

BALLERINA I’M NOT- TRAILER from Francesca Zappitelli on Vimeo.

Mirah – Sundial

Piacevole ritorno di una cantautrice indie con un’estetica dal retrogusto 90s aggiornata al contemporaneo

Di Mirah non avevamo notizie (ufficiali) dalla sua collaborazione con Thao Nguyen del 2011, quando il loro Thao & Mirah su Kill Rock Stars con la produzione di Tune-Yards apriva la porta a una possibile collaborazione che intrigava, ma che ad oggi non ha ancora partorito un sophomore. A riportarla sotto le luci, ma sempre quelle indie, è stata la recente serie tv firmata da Jill Soloway, I Love Dick, che ha introdotto nella colonna sonora The Country of the Future, che chi acquista il nuovo EP in edizione limitata troverà tra i quattro bonus. Leggi tutto “Mirah – Sundial”

Josienne Clarke and Ben Walker – The Birds (EP)

Del precedente Overnight uscito per Rought Trade poco meno di un anno fa dicevamo che era un disco “che corre il rischio di essere messo in sottofondo, lasciato in disparte come una musica per riempire ambienti (e così funziona benissimo), ma merita un ascolto attento, introspettivo”, perché il mondo in super8 che il duo britannico ha saputo rappresentare mostrava chiari segni di talento. Qui quelle atmosfere, sono messe a fuoco ancora meglio, con sei brani dedicati ad altrettanti uccelli. Almeno un precedente tematico nobile va citato: Avocet firmato nel 1979 da Bert Jansch.

Da queste parti però, la grana è molto più esile, meno sperimentale e più intima, come se tra quei colori quasi-psych della copertina di Overnight si decidesse di studiarne nel dettaglio solamente uno. Ecco allora sei brani scheletrici, retti tutti dalla vocalità (migliorata, se possibile e più libera dal fantasma di Sandy Denny che in passato) di Josienne che si mette sulle spalle il peso di questo bird watching dell’anima. A cesellare è come sempre la chitarra di Ben, che sembra come il fortunato testimone di un prodigio (piccolo, privato, ma pur sempre prodigio) di melodie che si reggono sul fiato e presto scompaiono come le traiettorie degli uccelli in volo: eccolo sottolineare quasi pudicamente l’andamento dei brani. A mettere i giusti punti luce negli angoli pensa una presenza quasi impercettibile di elettronica, che è uno dei motivi per cui i puristi storcono il naso, una situazione per certi versi simile a quella che investì Iron & Wine all’epoca di Kiss Each Other Clean e Ghost On Ghost, ma che è solo un presa di posizione ideologica, che non va in profondità in quello che davvero conta: la qualità della canzoni e della loro interpretazione.

Originariamente: Josienne Clarke and Ben Walker – The Birds (EP) | Recensione | SENTIREASCOLTARE

Se non puoi viaggiarlo, almeno leggilo

Certo, non è la stessa cosa. Ma almeno proviamo a esercitare il cervello e a tenere viva la mente, per non dimenticare, per non perdere pezzi di storia, pezzi di umanità, pezzi di mondo, che dicono tanto di chi raccontano, ma anche altrettanto di chi siamo (stati? siamo? saremo?)

Presi dalle turbolenze di una regione complessa, quando esplodono le bombe sappiamo poco delle terre, delle valli e delle città che colpiscono. Così abbiamo pensato di preparare una selezione di le…

Originariamente: Letture per il viaggio in Yemen che non possiamo fare | LaRivistaCulturale.com

Travel Along with Mad Max: Fury Road in an Illustrated Map

LOVE!

Da: Travel Along with Mad Max: Fury Road in an Illustrated Map | Tor.com

Svizzera – Syngenta cede il portafoglio di prodotti fitosanitari

Dopo il rilevamento da parte della cinese ChemChinaSyngenta si adegua alle esigenze poste dalla Commissione europea in materia di concorrenza. Il gruppo agrochimico basilese ha quindi ceduto un portafoglio di prodotti fitosanitari alla società australiana Nufarm per 490 milioni di dollari (477,8 milioni di franchi).

Sorgente: Svizzera – Syngenta cede il portafoglio di prodotti fitosanitari

Kele Okereke – Fatherland

Delusione per il disco dedicato alla paternità del Bloc Party: tanta grandeur che si traduce in presunzione

Cosa succede quando la grandeur artistica incontra una melassa di sentimenti paterni e li declina in folk-soul? Succede che arriva un disco mediocre come Fatherland, il terzo album solo del singer dei Bloc Party, che vuole dirci qualcosa di profondo e straordinario sui buoni sentimenti, ma si abbandona senza indugi a una pletora di cliché. Dopo le incursioni nell’EDM di Trick del 2014, culmine di un continuo tentativo di riuscire a dire qualcosa di rilevante (leggasi dell’inconsistenza autoriale di The Boxer e dell’EP The Hunter) sempre alla caccia dello zeitgeist, ma senza riuscire a prenderlo mai, Kele Okerere diventa padre di Savannah e tutto si fa zuccherino, intimistico pensiero e sussurri dell’animo. I punti di riferimento sono quelli del genere, da Joni Mitchell Elliott Smith, ma con qualche incursione nel cabaret, come accade in Caspers (che sembra uno scarto di una cover band dei Divine Comedy di questi anni), e nel soft rock, come avviene in una Do U Right (che va bene giusto come colonna sonora di un rifacimento – brutto – di Blues Brothers). Leggi tutto “Kele Okereke – Fatherland”