Rachel Carson e l’ambientalismo

L’autrice di Primavera silenziosa diede inizio alla riflessione sul rapporto, ancora irrisolto, tra uomo, natura e mercato.

Mercoledì 22 aprile 1970, duemila college, decine di migliaia di scuole e qualche migliaio di comunità sparse per gli Stati Uniti d’America celebrarono il primo Earth Day della storia. Come raccontò Walter Cronkite nello speciale della CBS  Earth Day – A Question of Survival, non fu proprio un successo di partecipazione, con la folla radunata, per esempio, al Fairmount Park di Philadelphia più che altro interessata alla musica suonata sul palco. Le immagini mostrano il biologo Barry Commoner, uno degli attivisti più noti, ammonire i presenti: “Questo pianeta è minacciato dalla distruzione e noi che ci viviamo siamo minacciati dalla morte. I cieli sono appestati, le acque sporche […] e viviamo sull’orlo dell’annientamento nucleare: siamo nel mezzo di una crisi di sopravvivenza”. Anche se non si direbbe, è l’inizio, in sordina, della grande stagione del movimento ambientalista. Leggi tutto “Rachel Carson e l’ambientalismo”

Il respiro della Terra, 52 settimane in una mappa

Quando vedere permette di capire meglio. Succede anche con i dati, come mostra questo affascinante lavoro di visualizzazione realizzato da Nadieh Bremer, una data designer francese, che ha condensato in una sola animazione un anno di dati sulla copertura vegetale di tutto il mondo.

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Guglielmo Marconi e l’invenzione della radio

Nel luglio del 1937 moriva l’inventore del radiotelegrafo senza fili, un italiano praticamente autodidatta che ha cambiato per sempre il mondo delle comunicazioni

Nel 1898 la più importante gara nautica d’Irlanda, la Kingstown regatta, si è svolta tra il 20 e il 22 luglio, con gli equipaggi avversari che si sono dati battaglia a partire dal porto di Dún Laoghaire (nota anche come Kingstown) nella baia di Dublino. In queste occasioni l’attesa per il rientro a terra dei giornalisti è alle stelle, soprattutto fino a quando le imbarcazioni non sono visibili con chiarezza dai moli: tutti vogliono sapere quale barca è in vantaggio e quali sono state le manovre azzeccate dagli equipaggi. Ma questa gara di fine Ottocento non è stata una gara come le altre: continui aggiornamenti arrivano da un rimorchiatore dove Guglielmo Marconi ha montato un telegrafo senza fili che trasmette costantemente verso la terraferma, comunicando con le redazioni del Daily Express e dell’Evening Mail, due quotidiani di Dublino. Nell’arco dei tre giorni di gara, lo stesso Marconi fa giungere a terra oltre 700 messaggi in codice morse da una distanza compresa tra i 16 e i 40 kilometri dalla costa: è la prima cronaca sportiva in diretta della storia.

La cronaca in diretta della Kingstown regatta è una pagina rivoluzionaria della storia del giornalismo e ha un’eco mediatica enorme perché mostra a un pubblico molto vasto le potenzialità del sistema di trasmissione di onde radio che l’inventore e fisico italiano sta mettendo a punto in quegli anni. Marconi ha appena ventiquattro anni, ma idee piuttosto chiare sugli obiettivi che vuole raggiungere e sa benissimo che l’appoggio della stampa potrebbe rivelarsi fondamentale. Ha ragione, poiché l’impresa irlandese gli fa guadagnare una convocazione della corona britannica. Da lì il passo è breve per un contratto tra la giovane azienda dell’italiano e il Lloyd’s: il sistema telegrafico senza fili viene montato su tutte la navi della compagnia e su ogni faro al prezzo di 20 sterline a impianto. Non è ancora la consacrazione definitiva della sua invenzione, e i problemi tecnici da risolvere sono ancora molti, ma il vento della storia comincia decisamente a soffiare sui segnali invisibili lanciati dalle macchine di Marconi.

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Juve nella leggenda: tutti i numeri della squadra dei record

con Enrico Bergianti

Dopo la terza Coppa Italia consecutiva (record per il calcio italiano) la Juventus ha vinto anche il suo sesto scudetto di fila. Record nel record, perché per il terzo anno la Juve ha replicato il double campionato-coppa nazionale, anche questo un inedito per il pallone in Italia. Tornando ai soli scudetti, nel campionato italiano sei titoli di fila non si erano mai visti prima. Il record era di 5 scudetti di seguito stabilito dalla stessa Juventus (negli anni ’30, dal 1930-31 al 1934-35 con campionati a 18 squadre eccetto quello 34-35, a 16 squadre), dal Grande Torino (dal 1942-43 al 1948-49, striscia interrotta dalla tragedia aerea di Superga del 4 maggio 1949 e comunque ottenuta con alcune variazioni della formula di assegnazione del titolo) e dall’Inter, dal titolo ricevuto a tavolino in seguito a Calciopoli nel 2005-06 a quello del Triplete di Mourinho nel 2009-2010.

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L’Italia migliora nella difesa della comunità Lgtb. Ma non basta

Un salto in avanti molto significativo. È quello fatto dall’Italia nella tutela dei diritti delle persone omosessuali, trans, bisex e intersessuali. Un punteggio che passa da 20 a 27, in una scala percentuale, dell’indice Rainbow, che definisce la graduatoria tra 49 paesi della regione europea

con Elisabetta Tola

Un salto in avanti molto significativo. È quello fatto dall’Italia nella tutela dei diritti delle persone omosessuali, trans, bisex e intersessuali. Un punteggio che passa da 20 a 27, in una scala percentuale, dell’indice Rainbow, che definisce la graduatoria tra 49 paesi della regione europea. Lo stabilisce il rapporto annuale ILGA-Europe, branca europea dell’Associazione internazionale per i diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e Intersex, presentato in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, transfobia e bifobia (IDAHOT) e in apertura di un forum europeo sul tema che si terrà a Bruxelles dal 19 maggio.

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Mars Generation: piccoli astronauti in erba

Un nuovo documentario disponibile su Netflix racconta la storia di un gruppo di aspiranti astronauti adolescenti che sognano il Pianeta Rosso

Un allarme che suona nella sala di comando, un ordine (“non puoi atterrare finché non avrai completato un controllo manuale”), un membro dell’equipaggio a Terra durante un’operazione: scene da perfetto film di fantascienza sui viaggi nello spazio, se non fosse che i protagonisti con le tute da astronauta sono tutti adolescenti che stanno simulando una missione di esplorazione su Marte. È l’inizio di Mars Generation, il documentario disponibile dal 5 maggio su Netflix, che racconta l’addestramento di un gruppo di adolescenti americani durante lo Space Camp, specie di campo estivo per appassionati di spazio e nerd, che lo U.S. Space & Rocket Center di Huntsville, in Alabama, organizza da alcuni anni.

 

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Così il digitale e lo smartphone hanno salvato la televisione

L’hanno data per spacciata perché le nuove generazioni non la guardano più, ma in realtà la televisione è in buona salute. Anzi, nel corso del 2016 gli italiani sembrano aver aumentato la quantità di contenuti televisivi nella propria dieta mediatica

L’hanno data per spacciata perché le nuove generazioni non la guardano più, ma in realtà la televisione è in buona salute. Anzi, nel corso del 2016 gli italiani sembrano aver aumentato la quantità di contenuti televisivi nella propria dieta mediatica. Lo indicano i dati dell’Osservatorio Social TV 2017 realizzato dal Digital Lab dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con SWG. Una percentuale tra il 67 e il 75% degli oltre 1300 soggetti coinvolti nella ricerca, infatti, ha dichiarato che nel corso dell’anno passato ha aumentato, e in alcuni casi anche di molto, la quantità di TV che consuma ogni giorno. Questo è particolarmente vero per i preadolescenti: uno su due, infatti, ha passato oltre mezz’ora in più al giorno di fronte allo schermo rispetto a quanto facesse nell’anno precedente.

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