Star Trek è tornato. La nuova serie si intitola Discovery

Torna uno dei marchi più longevi della fantascienza e ci sono la guerra, la scoperta scientifica e le domande su chi siamo noi esseri umani

La nave della Flotta Stellare USS Shenzhou si imbatte in un oggetto spaziale non identificato in una zona pesantemente irradiata da una stella binaria. Durante l’esplorazione condotta in solitaria, il Primo Ufficiale Michael Burnham viene attaccato da un klingon, una razza umanoide con la quale l’umanità non ha più contatti da lunghissimo tempo. Lo scontro all’arma bianca è solo la premessa di una battaglia devastante tra la flotta capitanata da T’Kuvma e le navi della Flotta che dà il la a una guerra tra klingon e Federazione.

Non un reboot

Questa l’incipit della storyline principale che emerge dai primi due episodi della nuova serie che riporta sul piccolo schermo lo storico franchise. Sono passati dodici anni dall’ultimo episodio di Star Trek: Enterprise e cinquanta dal debutto della Original Series, ma ogni cosa che riguarda Star Trek continua a essere un evento di primaria grandezza nel mondo della fantascienza internazionale. Dopo l’apertura di nuovo universo cinematico – un universo parallelo – aperto da JJ Abrams tra il 2009 e il 2013, si tratta di un nuovo tentativo di ampliare il parco titoli con un ideale nuovo punto di ingresso per i neofiti, ma senza dimenticare i fan più appassionati ed esperti. Leggi tutto “Star Trek è tornato. La nuova serie si intitola Discovery”

Sam Smith – The Thrill of It All 

Davvero nel 2017 c’era bisogno di un brano come HIM, un giochino facile facile in cui scopriamo a poco a poco che quel che canta Sam Smith non è il peso del peccato, ma un banale coming out? Sarebbe ingiusto chiudere qui la recensione, stroncando il giovane crooner del Cambridgeshire colpevole di aver voluto fare una spiega semplificata e semplicistica degli struggimenti del cuore. Sarebbe ingiusto, perché c’è anche tutto il resto che non funziona…

Come per il suo debutto del 2014, In the Lonely Hour, anche il sophomore è “un mero prodotto discografico al servizio di mamma Capitol” (Zagaglia docet), che conferma di aver messo completamente alle spalle il legame degli esordi con il dancefloor. Tutto il lavoro, di altissima produzione industriale che sta alle spalle delle nuove dieci tracce, è teso a occupare lo spazio commerciale che si trova all’incrocio tra talent show, prodigio della tecnica vocale, canzoni bagnate rapidamente nel soul e nel Mississipi, ma in realtà costruite in quasi totale assenza di una melodia degna di questo nome, in nome di un pop/r’n’b pronto per Billboard.

Ci sono luoghi comuni che assomigliano a colpe. Come per esempio la chitarra simil-Creepdi Midnight Train intrufolata in una storia notturna messa lì proprio per stimolare l’effetto già noto, il ritorno confortevole nello struggimento emotivo da quattro soldi. C’è il piano-voce di Burning che è fin troppo carico di acciaccature, tremoli, falsetti mirabolanti per poi chiudere su strati e strati di cori che servono a rafforzare lo spleen, ma poi ti accorgi che si sono dimenticati il ritornello e hanno costruito solo il bridge: come a non riuscire a completare. C’è il duetto (No Peace) con la giovane YEBBA, al secolo Abbey Smith, cantante paciosa, che ricorda tanto i terribili duetti di Celine Dion o Zucchero.

The Thrill of It All è un prodotto che sembra r’n’b bianco marcato UK, ma è background per la promozione di un profumo o di una linea di intimo (maschile o femminile che sia). Potremmo continuare, ma un ulteriore ascolto sa di masochismo, per il quale, tra l’altro, c’è anche la deluxe edition, dove alle dieci tracce originali se ne aggiungono altre quattro: per palati forti.

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Sex addiction isn’t an illness, treating it as one is a bad idea

L’idea di deresponsabilizzare i colpevoli perché malati è una strada pericolosissima. E toglie dal discorso anche le responsabilità di società in cui il potere del maschio ne plasma la stessa struttura: è un alibi per non parlare dei veri problemi di questo mondo.

Proviamo a pensare a quello che pensiamo di Trump quando dice che la sparatoria che miete decine di vittime sono sempre colpa di uno squilibrato, di un malato e non delle armi.

Fonte: Sex addiction isn’t an illness, treating it as one is a bad idea | New Scientist

Il (discusso) futuro dei veicoli elettrici è più vicino ma divide. E l’Italia è ancora indietro – datajournalism.it

Nel nostro Paese sono solo lo 0,2% anche se cresce la rete delle ricariche, ma nel mondo il mercato è raddoppiato in un anno. Norvegia all’avanguardia. Francia punta su incentivi statali

Sorgente: Il (discusso) futuro dei veicoli elettrici è più vicino ma divide. E l’Italia è ancora indietro – datajournalism.it

Fiction, inchieste, documentari: viaggio all’interno del fenomeno podcast

C’è una frontiera, però, che in Italia viene raramente esplorata, al momento forse ignorata, ovvero quella dei podcast, format radiofonici che, per la stragrande maggioranza dei casi, non passano per le onde radio ma sono ideati per il web, ascoltabili solamente su internet e che, a livello contenutistico, spaziano dall’intrattenimento alla divulgazione musicale, passando per la fiction e il documentario. Negli Stati Uniti si registra un vero e proprio boom: i 10 podcast più seguiti registrano mediamente 1 milione di download. BuzzFeed, in un articolo dedicato, ha elencato i 22 podcast che nel 2017 «ti rendono una persona migliore». E se ne trovano davvero di tutti i tipi. 

Originariamente: Fiction, inchieste, documentari: viaggio all’interno del fenomeno podcast – Fiction, inchieste, documentari: viaggio all’interno del fenomeno podcast | Articolo | SENTIREASCOLTARE

La vita in microgravità in Nemesis di Asimov

Rotor ha tagliato i ponti con il resto dell’umanità. A un certo punto la colonia umana ha semplicemente acceso i motori a iperassistenza (che permettono di viaggiare a una velocità vicina a quella della luce) e lasciato l’orbita terrestre in direzione della nuova stella. Solo i rotoriani la conoscono, nascosta com’è dietro a una nube di polvere cosmica, grazie ai dati raccolti da una loro piccola sonda segreta. Da questo evento la trama dell’ultimo romanzo che Isaac Asimov scrive da solo (successivi sono i tre scaturiti dalla collaborazione con Robert Silverberg) si srotola come una sorta di gara tra due fazioni: da una parte i rotoriani che vogliono raggiungere la stella Nemesis e cercare di stabilire attorno a quella stella un nuovo avamposto umano nello spazio; dall’altra i terrestri che tentano di colmare il ritardo (temporale e tecnologico). A poco a poco veniamo a conoscenza delle terribili minacce che la stessa Nemesis getta sul futuro dell’umanità e del ruolo decisivo di alcuni personaggi dalle strane capacità, fino a un finale teso e forse un po’ precipitoso in cui hanno un ruolo fondamentale piccoli organismi unicellulari e i poteri psichici. Leggi tutto “La vita in microgravità in Nemesis di Asimov”

Curtis Harding – Face Your Fear

Nemmeno quando ha esordito, nel 2015 con un disco straight-in-your-face come Soul Power, si poteva avere la sensazione di trovarsi di fronte a un esordiente in senso stretto: tanto il mestiere messo in quelle tracce soul e r’n’b che si poteva parlare senza tema di smentita di un disco fuori dal tempo. Erano i primi vagiti personali di un songwriter che aveva già assaggiato la vita on the road del turnista e respirato musica fin dalla più tenera. Il suo secondo album, quindi, non può essere interpretato semplicemente alla luce della domanda se abbia o meno saputo rispondere alle aspettative che, nel frattempo, gli erano cresciute attorno. Anche in questo secondo episodio della sua discografia, cioè, siamo di fronte a una personalità forte, che semplicemente si dà: per certi versi la perfetta storia del soulman di razza, che prima di scrivere e suonare, semplicemente è.

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