La paura del futuro: 7 distopie sul grande schermo

Serie come Black Mirror e Il racconto dell’ancella hanno riacceso i riflettori su di un sottogenere spesso usato come monito per le scelte della società

Predire il futuro è un affare dannatamente complicato. Ma forse non è mai davvero stato questo lo scopo principale della fantascienza. Sia nei racconti e nei romanzi, sia sul grande schermo le storie di astronavi e alieni sono in realtà sempre stati più interessanti come riflessione sugli esseri umani e le società che hanno costruito. Tra tutti i sottogeneri della fantascienza, la distopia è sicuramente quello che ha più di altri provato a esasperare alcuni aspetti, magari critici, del presente per immaginare quali potrebbero essere le implicazioni che ancora non vediamo.

Visto il successo di serie come Black Mirror (di cui abbiamo recentemente parlato della nuova serie) e The Handmaid’s Tale ho pensato di andare recuperare film che mi sono particolarmente piaciuti e che si possono, in maniera più o meno aderente, definire distopie. Attenzione, non si tratta per forza dei migliori film del genere (anche se una parte sono capolavori del cinema). Ho, infatti, provato a mettere in evidenza per ognuno dei film quale aspetto è di particolare interesse sul fronte distopico. In questo modo, ho tentato di dare una panoramica degli aspetti attuali che possono essere estremizzati per farci riflettere sulle scelte che facciamo quando agiamo in società. Mi pare, inoltre, che questa carrellata di film ben si accompagni alla campagna elettorale che stiamo vivendo. In fondo, che cosa fanno i candidati se non costruire piccole distopie retoriche a partire dalle promesse degli avversari? Leggi tutto “La paura del futuro: 7 distopie sul grande schermo”

Quanto incide Sanremo sul successo discografico di una canzone

Il Festival al via dal 6 febbraio. Cosa si aspettano pubblico e mercato dalla 68ma edizione affidata a Claudio Baglioni dopo il triennio di Carlo Conti

Con Enrico Bergianti

Dal 6 al 10 febbraio 2018 va in scena dal Teatro Ariston di Sanremo il 68mo Festival della Canzone Italiana, condotto da Claudio Baglioni, con la partecipazione di Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. Baglioni, che non ha mai partecipato come concorrente in gara, è il nono cantante a condurre la kermesse dopo Giancarlo Guardabassi (1976), Maria Giovanna Elmi (1978), Loretta Goggi (1986), Miguel Bosé (1988), Rosita Celentano (1989), Johnny Dorelli (1990), Raffaella Carrà (2001) e Gianni Morandi (2011-2012).

Il cantautore romano sarà il padrone di casa al Teatro Ariston, sede del Festival dal 1977 a oggi, eccezion fatta per l’edizione del 1990 spostata al Palafiori di Arma di Taggia per via di lavori di ristrutturazione all’Ariston. Nelle prime 26 edizioni (1951-1976), invece, la kermesse era ospitata al Casinò di Sanremo. Fenomeno mediatico senza eguali in Italia, il Festival è ancora oggi un momento cruciale per il mondo dello spettacolo del nostro paese. Leggi tutto “Quanto incide Sanremo sul successo discografico di una canzone”

I pionieri delle biotech, il surf e tutto il resto: Kary Mullis e la PCR

È considerato uno degli scienziati più eccentrici dell’ultimo secolo: per le sue idee eterodosse, per l’egocentrismo e per il fatto che dopo aver vinto il premio Nobel ha smesso di fare ricerca. Storia di come Kary Mullis ha scoperto la reazione a catena della polimerasi guidando di notte in California

Ogni volta che entriamo nella vasca da bagno, il livello dell’acqua al suo interno sale. Lo sapeva anche il matematico Archimede (287 a.C. circa – 212 a.C. circa). Ma un giorno, proprio mentre si sta immergendo si rende conto che il volume d’acqua spostato dal suo ingresso deve essere esattamente uguale al volume del proprio corpo. Secondo la leggenda, è in questo momento di intuizione che esclama “Eureka!”, una parola che potremmo tradurre con “ho trovato”. Questo breve racconto è diventato lo stereotipo per le scoperte scientifiche improvvise, più simili forse alla loro rappresentazione cinematografica che alla realtà. Ma è esattamente quello che Kary Mullis racconta gli sia successo nel 1983 quando ha scoperto (o inventato?) la reazione a catena della polimerasi (o Polymerase Chain Reaction, PCR), una tecnica che ha rivoluzionato le analisi del DNA. Leggi tutto “I pionieri delle biotech, il surf e tutto il resto: Kary Mullis e la PCR”

I 7 film di fantascienza che non vediamo l’ora di gustarci nel 2018

Che cosa ci aspetta nel buio delle sale cinematografiche nei prossimi 12 mesi: dinosauri, cyborg, città semoventi e mondi virtuali

Dopo aver recuperato quanto di buono ci era sfuggito nel 2017 e dopo avervi consigliato quali documentari guardare in streaming, cominciamo questo 2018 vedendo quali sono le pellicole più promettenti e attese che dovrebbero atterrare nei cinema nei prossimi 12 mesi. Leggi tutto “I 7 film di fantascienza che non vediamo l’ora di gustarci nel 2018”

Quello che ci è sfuggito nel 2017

Tra cinema e serie tv, alcune uscite del 2017 che non abbiamo affrontato nella rubrica Stranimondi, ma che ci hanno in qualche modo colpito

Nell’ultimo appuntamento del 2017 abbiamo pensato di dare spazio a film o serie che quest’anno, per un motivo o per l’altro, non abbiamo trattato nella nostra rubrica.

(a cura di Marco Boscolo, Livia Marin, Michele Bellone ed Enrico Bergianti) Leggi tutto “Quello che ci è sfuggito nel 2017”

Monsanto, trimestrale post fusione con Bayer peggiore del previsto | Wall Street Italia

I risultati trimestrali di Monsanto si sono confermati in crescita, ma al di sotto delle stime di Wall Street. Il colosso americano ha riportato profitti netti per un valore di 169 milioni, o 38 centesimi per azione, rispetto ai 29 milioni di dollari, o 7 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. La multinazionale […]

Sorgente: Monsanto, trimestrale post fusione con Bayer peggiore del previsto | Wall Street Italia

I pionieri delle biotech, il surf e tutto il resto: Kary Mullis e la PCR | Zanichelli Aula di scienze

È considerato uno degli scienziati più eccentrici dell’ultimo secolo: per le sue idee eterodosse, per l’egocentrismo e per il fatto che dopo aver vinto il premio Nobel ha smesso di fare ricerca. Storia di come Kary Mullis ha scoperto la reazione a catena della polimerasi guidando di notte in California

Ogni volta che entriamo nella vasca da bagno, il livello dell’acqua al suo interno sale. Lo sapeva anche il matematico Archimede (287 a.C. circa – 212 a.C. circa). Ma un giorno, proprio mentre si sta immergendo si rende conto che il volume d’acqua spostato dal suo ingresso deve essere esattamente uguale al volume del proprio corpo. Secondo la leggenda, è in questo momento di intuizione che esclama “Eureka!”, una parola che potremmo tradurre con “ho trovato”. Questo breve racconto è diventato lo stereotipo per le scoperte scientifiche improvvise, più simili forse alla loro rappresentazione cinematografica che alla realtà. Ma è esattamente quello che Kary Mullis racconta gli sia successo nel 1983 quando ha scoperto (o inventato?) la reazione a catena della polimerasi (o Polymerase Chain Reaction, PCR), una tecnica che ha rivoluzionato le analisi del DNA.

È notte quando sta viaggiando sulla Highway 128 della California per raggiungere l’Anderson Valley, qualche ora di macchina a nord di San Francisco, dove si vuole concedere un weekend di riposo assieme alla sua fidanzata. Mullis sta pensando a come risolvere il problema su cui sta lavorando con i colleghi della Cetus, una delle prime aziende biotech che ha avuto tra i propri fondatori anche il premio Nobel per la Fisica del 1960, Donald Glaser, l’inventore della camera a bolle. Stanno cercando modi innovativi e rapidi per analizzare le mutazioni del DNA. Ma in realtà, ciò che gli fa dire “Eureka!” è un’idea su come amplificare una qualsiasi regione a propria scelta del DNA per poterla poi analizzare con calma in innumerevoli copie. Accosta l’auto a bordo strada, fa qualche rapido calcolo e capisce che l’intuizione è corretta: la PCR è nata e Mullis è sicuro che quello che ha scoperto sarebbe stata la motivazione del proprio premio Nobel.

 

Lo scrittore e il fornaio

Kary Mullis nasce nel 1944 a Lenoir, in North Carolina, e cresce nella Carolina del Sud. Fin da bambino è sempre stato interessato a “pasticciare” con il Piccolo Chimico, al punto che la madre, che si occupa di proprietà immobiliari, è preoccupata che possa farsi del male. Arrivato senza grossi incidenti all’età dell’università, può diventare un chimico di professione, grazie agli studi al Georgia Institute of Technology e, poi, all’Università della California a Berkley, lo stesso campus dove nel 1971 era nata la Cetus per cui lavorerà più tardi. Ma prima di diventare uno scienziato, prova a farsi strada – senza successo – come scrittore e per due anni lavora come gestore di un forno. Due piccole parentesi che lasciano capire come fin da giovane Kary Mullis non corrispondesse all’immagine standard dello scienziato.

La laurea in chimica torna utile nel 1979 quando approda alla Cetus con un impiego, almeno inizialmente, di routine. Il suo compito è sintetizzare oligonucleotidi, brevi sequenze di nucleotidi (in genere meno di 20 basi azotate), secondo le esigenze dei diversi laboratori dell’azienda. Solo in un secondo momento viene coinvolto nell’ideazione di un sistema innovativo per l’analisi delle mutazioni che causano l’anemia falciforme. Nelle aspirazioni dell’azienda, qualsiasi sia il metodo scovato, deve essere rapido, per non far attendere troppo a lungo i malati e accelerare i tempi per le cure. Ma ciò si scontra con il fatto che normalmente si lavora con poco DNA prelevato dai pazienti stessi e questo è un vero e proprio collo di bottiglia. Come sarebbe bello poter avere a disposizione un tecnologia che permetta di ottenere un numero infinito di copie di una determinata sequenza di DNA su cui poi poter fare diverse analisi in parallelo, abbattendo i tempi.

Leggi tutto: I pionieri delle biotech, il surf e tutto il resto: Kary Mullis e la PCR | Zanichelli Aula di scienze