Nobel per la Chimica 2016 alle macchine molecolari

Ricordate il film Viaggio allucinante, in cui un’equipe veniva miniaturizzata per andare a rimuovere un embolo direttamente dentro al corpo del paziente? Si tratta di uno scenario da fantascienza (non a caso era coinvolto Isaac Asimov) che però potrebbe non essere più così lontano. Gli scienziati non hanno inventato un sistema per miniaturizzare loro stessi e una navicella, ma hanno scoperto come poter costruire macchine molecolari, capaci di operare su scala micrometrica e nanometrica. È per «la progettazione e la sintesi di macchine molecolari» che Jean-Paul Sauvage, Fraser Stoddard e Bernard Faringa hanno ricevuto il Nobel per la Chimica 2016.

Nel 1983 il francese Jean-Paul Sauvage è il primo scienziato a riuscire a unire due molecole di forma circolare come due anelli di una catena. È la prima volta che due molecole sono legate tra loro da un legame meccanico e non da un legame chimico. Nella struttura studiata da Sauvage, e chiamata catenano, infatti non ci sono legami chimici, e le molecole hanno una relativa liberta l’una rispetto all’altra. Questa libertà è una caratteristica fondamentale se si vuole che i macchinari possano svolgere una funzione. Il lato sorprendente di questa scoperta è stato riuscire a “chiudere” uno degli anelli sull’altro evitando che si formassero legami covalenti.

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