Marco Boscolo

science & tech writer, data journalist, science communicator, music lover

La frontiera dei nuovi antibiotici

Tra le paure – fondate – per l’antibiotico resistenza a una piattaforma innovativa che potrebbe dare qualche indicazione sul futuro, via Pagina99:

nei laboratori di Harvard

I diamanti di Anversa

anversa

Laboratori di certificazione, borsa internazionale, importatori e negozianti: Anversa, nelle Fiandre, è la capitale dei Diamanti, città che ospita anche diversi musei. Ci sono stato per Albachiara, trasmissione della Radio Svizzera Italia.

Qui potete trovare la pagina con l’audioreportage da ascoltare.

Immagine: Wikipedia

Space X: terzo atterraggio riuscito

Terzo di fila! Verrebbe da dire così, per il terzo atterraggio di file del razzo Falcon 9 prodotto dall’azienda americana Space X. Il razzo, pensato come un potenziale veicolo riutilizzabile per il volo spaziale, il 27 maggio scorso alle 5:49 ora della costa est è atterrato con successo sulla piattaforma galleggiante dall’originale nome “Of Course I Still Love You”, come si può vedere da video che documento le ultime fasi della manovra:

Dopo gli insuccessi dello scorso anno, sia con il cargo diretto alla Stazione Spaziale Internazionale, sia sul fronte dei tentativi di atterraggio del veicolo dopo il volo, l’azienda Space X di proprietà dell’americano Elon Musk aveva già registrato due successi negli ultimi due mesi, con due atterraggi perfetti sulla piattaforma galleggiante. Ecco i video per rivivere i primi due storici atterraggi in due video. Il primo è quello relativo all’8 aprile scorso:

Il secondo, in notturna, è di un mese più tardi, il 6 maggio 2016:

Il terzo tentativo era originariamente previsto per il 26 maggio, ma è stato posticipato. Elon Musk ha dichiarato che “si trattava di un piccolo problema nel motore attuatore dell’upper stage. Probabilmente non metteva a rischio il volo, ma abbiamo preferito fare qualche accertamento”. Musk ha espresso la propria soddisfazione per il test, precisando che “la velocità di atterraggio era molto vicina a quella massima prevista dal progetto”.

La corsa allo sviluppo di un nuovo veicolo spaziale riutilizzabile non conosce sosta. Pochi giorni fa, come abbiamo raccontato, si è ufficialmente iscritta alla gara anche l’India con il suo RLV, che cerca di imitare anche nelle forme lo space shuttle americano, ritirato dalle missioni nel 2011.

[da Oggiscienza.it]

Sempre meno soldi, sempre poco PIL investito in Ricerca

microscope-385364_1920
L’Italia investe in ricerca e sviluppo soltanto l’1,27% del suo PIL. Crediti immagine: Public Domain

APPROFONDIMENTO – L’Italia è un Paese che, storicamente, investe poco nella ricerca. Lo raccontano i dati storici che avevamo mostrato qualche tempo fa e che riportiamo qui per contestualizzare i dati del Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca 2016 che l’ANVUR ha presentato lo scorso 24 maggio a Roma.

https://infogr.am/6c132d74-88d3-46fc-b4b5-b7faf21b5b65

All’interno dei paesi dell’OCSE, l’Italia copre il 18° posto in classifica con il suo 1,27% del PIL investito in ricerca e sviluppo, al pari merito con la Spagna e lasciandosi dietro solo Russia, Turchia, Polonia e Grecia: tutti gli altri Paesi economicamente avanzati investono di più. La media dell’UE a 15, per esempio, è del 2,06%, ma anche se allarghiamo lo sguardo all’UE a 28, la media (1,92%) rimane sensibilmente maggiore del valore italiano.

La situazione, però, non è omogenea su tutto il territorio italiano, come mostra questa mappa elaborata con i dati forniti dal Rapporto:

mappa_1
Clicca sull’immagine per accedere alla versione interattiva della mappa.

“Il solo Piemonte”, si legge nel Rapporto, “presenta quote di spesa in R&S prossime alle medie dei paesi UE e OCSE”. Il resto del paese è, invece, in situazioni molto diversa.

Scarsa, sottolinea il rapporto, è la presenza di finanziatori diversi dal pubblico, almeno in confronto al resto del mondo, nonostante un timido riequilibrio verso standard internazionali, con “una graduale diminuzione della quota della ricerca pubblica e dell’istruzione superiore e un corrispondente lento aumento di quella del settore privato”.

Il ruolo del MIUR

Il Fondo Ordinario per il finanziamento degli enti e istituzioni di ricerca (FOE), “raggiunge un massimo nel 2011, per poi decrescere negli anni successivi”. Per l’anno 2015, la somma è 1666 miliardi di euro compressivi.

La situazione complessiva di FOE, Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN), Fondo per le Agevolazioni della Ricerca (FAR) e dei Fondi per gli Investimenti della Ricerca di Base (FIRB) sono riassunti nel grafico sottostante:

https://infogr.am/db4f746f-021e-4555-86ef-7aba60932bab

Le linee mostrano un andamento piatto nell’ultimo decennio, eccezion fatta per il FAR. Non si può certo parlare di investimento nella società della conoscenza. Si starà a vedere se la situazione cambierà con le promesse, continue, di questo governo.

I fondi UE

In questa situazione rimane fondamentale accedere ai finanziamenti europei. Sul fronte di Horizon 2020, appena cominciato, l’Italia, riporta il Rapporto, ha già avviato 5000 progetti, cui se ne devono aggiungere altri 1700 già approvati ma non ancora partiti, su un totale di 180 000 progetti finanziati da Bruxelles. I fondi derivanti da Horizon 2020 per l’Italia nel 2014 (dati Eurostat) sono pari a 456, 4 milioni di euro. Ma, nonostante il buon risultato, si tratta comunque di meno di quanto porti a casa la Spagna (570 milioni), la Danimarca (773 milioni) e poco di più dell’Estonia (415 milioni), solo per citare qualche esempio.

Segnala il Rapporto ANVUR, infatti, che nonostante il tasso di successo sia pari al 10,6%, questi sia “significativamente inferiore rispetto ad altri importanti Paesi europei”. In linea con i Paesi UE, invece, il tasso di partecipazione alle proposte: 12,7%. Il ritorno economico che ne risulta è di “0,66 centesimi (0,71 teorico) per ogni euro investito dall’Italia nel programma quadro”. Ovvero, riusciamo a riportare a casa meno della quota di finanziamento del fondo europeo che il Paese trasferisce in Europa.

Secondo il Rapporto ANVUR, il “divario maggiore si registra nel programma ERC del pilastro Excellent Science, dove la percentuale di progetti basati in Italia (in termini di finanziamenti) si ferma al 5% e il tasso di successo italiano è minore della metà di quello complessivo”.

mappa_2
Clicca sull’immagine per accedere alla versione interattiva della mappa

 

I cervelli in arrivo: pochi

“La percentuale di iscritti ai corsi di dottorato provenienti da altri atenei o dall’estero, pur in lieve aumento, rimane insoddisfacente”. C’è poco da aggiungere a questo commento degli autori del Rapporto.

https://infogr.am/8e424c1e-6e11-4bf5-bfc3-c07411ae489f

Questa situazione permane, nonostante rispetto alla precedente VQR, la qualità dei collegi docenti “sia sensibilmente migliorata nel 2014”, ma si è “stabilizzata nel 2015”. Leggasi: non è migliorata.

La ricerca italiana nel panorama internazionale

Chiudiamo questa carrellata, che non può che essere sommaria, con la posizione che la produzione scientifica italiana occupa nel mondo. Nel triennio 2001-2003, il numero di pubblicazioni (dati SciVal – Scopus) italiane era 141 537, pari al 3,3% della quota mondiale, con una crescita annua del 7,4%.

Nel periodo 2004-2010 la situazione è migliorata, con la copertura del 3,5% della produzione mondiale, ma con un tasso annuo di crescita inferiore, il 5,8%. Il quadriennio 2011-2014 vede un calo sensibile del tasso (4,0%), ma l’Italia riesce a mantenere il 3,5% della quota mondiale.

Dato particolarmente positivo è quello relativo alla pubblicazioni su riviste eccellenti (presenti nel top 5% internazionale in base all’impact factor della sede di pubblicazione), che è superiore alle media mondiale. Forse un po’ meno pubblicazioni, quindi, ma di elevata qualità scientifica. Per il resto, calo di cui abbiamo scritto a parte, la performance italiana è in linea con i Paesi UE (“anche se di poco inferiore di Francia, Germani e Regno Unito”) e migliore dei Paesi BRIC e dell’Asia.

 

[da Oggiscienza.it]

Jules Verne e la Luna

E la luna bussò

In occasione di una giornata speciale dedicata alla Luna dalla Radio Svizzera Italiana, un piccolo reportage per Albachiara da Nantes, città natale di Jules Verne, colui che per primo si è immaginato come andarci.

A questo link la pagina speciale e a questo, invece, la pagina della puntata della trasmissione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: