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Bologna una guida

Bologna raccontata per la collana incentro dell’editore Odos da Marco Boscolo e Sara Urbani. In libreria da giugno 2017

“Abbiamo scritto Bologna una guida”,
raccontano gli autori, “come atto d’amore
alla città che ci ha accolto e ci fa sentire
a casa, per farne conoscere i segreti
a chi come noi vi arriva per la prima
o l’ennesima volta”.

Marco Boscolo, Sara Urbani

in libreria da giugno 2017

 

 

 

L’ambiente violato sul grande schermo

Tra catastrofi ecologiche, distopie ambientaliste, documentari di denuncia

Con il ritorno di Al Gore in versione documentarista e film maker, come raccontato da Claudio Dutto su queste colonne, si riaffaccia sul grande schermo un cinema che guarda alle “scomode verità” sulle conseguenze planetarie dei cambiamenti climatici. A dire il vero, però, si tratta di tematiche che non se ne sono mai andate del tutto, ma che hanno continuata ad affiorare lungo buona parte della storia del cinema internazionale, in particolare modo in quello di fantascienza. Spesso in termini catastrofistici, quasi sempre cercando di fare da monito allo spettatore sulle conseguenze di scelte sbagliate.

Mentre gli esperti cercano di capire quali siano le ricadute sugli accordi internazionali dello sfilamento degli Stati Uniti targati Donald Trump dagli impegni sul cambiamento climatico e sul rispetto dell’ambiente, vi proponiamo una selezione di alcuni film che raccontano scenari distopici e apocalittici dovuti a uno scarso rispetto per la natura, in nessun ordine specifico. Non ci troverete, per esempio, Blade Runner, che comunque è ambientato in un futuro in cui l’equilibrio tra natura e uomo si è dissolto in un cielo sempre scuro e una continua pioggia, probabilmente acida. Lì la questione ambientale ed ecologica non è parte integrante della storia, ma ne fornisce solo uno scenario. Abbiamo qui invece preferito film in cui il discorso e la riflessione attorno a queste tematiche sia centrale nella svolgimento della storia. Leggi tutto “L’ambiente violato sul grande schermo”

Bicicletta, 200 anni portati alla grande

Non si sa bene quando sia stata inventata, ma i documenti storici ricordano che nel giugno del 1817 il tedesco bardone Karl von Drais faceva alcune prove con la sua “die Laufmaschine”, la sua “macchina per correre”. Il primo viaggio vero e proprio, però, è riportato nel luglio dello stesso anno: Mannheim a Schwetzingen, circa 15 chilometri. Al di là dell’incertezza dei propri natali, però, la bicicletta è stata un mezzo di trasporto rivoluzionario, che ha consentito spostamenti più lunghi con la sola forza muscolare e ha avuto un ruolo storico importante (basti pensare alle staffette della Resistenza nel nostro paese). Leggi tutto “Bicicletta, 200 anni portati alla grande”

Le multinazionali digitali sono raddoppiate in 5 anni

Le multinazionali digitali realizzano il 70% delle proprie vendite fuori dal proprio paese, ma solo il 40% delle loro attività è condotto all’estero. Una situazione assai diversa rispetto alla media che si traduce in un impatto diretto meno visibile in termini di investimenti e posti di lavoro creato al di fuori della madrepatria. Lo afferma il World Investment Report 2017 pubblicato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), che comunque sottolinea come l’economia digitale sia un fattore chiave per la crescita e lo sviluppo economico.
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Rachel Carson e l’ambientalismo

L’autrice di Primavera silenziosa diede inizio alla riflessione sul rapporto, ancora irrisolto, tra uomo, natura e mercato.

Mercoledì 22 aprile 1970, duemila college, decine di migliaia di scuole e qualche migliaio di comunità sparse per gli Stati Uniti d’America celebrarono il primo Earth Day della storia. Come raccontò Walter Cronkite nello speciale della CBS  Earth Day – A Question of Survival, non fu proprio un successo di partecipazione, con la folla radunata, per esempio, al Fairmount Park di Philadelphia più che altro interessata alla musica suonata sul palco. Le immagini mostrano il biologo Barry Commoner, uno degli attivisti più noti, ammonire i presenti: “Questo pianeta è minacciato dalla distruzione e noi che ci viviamo siamo minacciati dalla morte. I cieli sono appestati, le acque sporche […] e viviamo sull’orlo dell’annientamento nucleare: siamo nel mezzo di una crisi di sopravvivenza”. Anche se non si direbbe, è l’inizio, in sordina, della grande stagione del movimento ambientalista. Leggi tutto “Rachel Carson e l’ambientalismo”

Il respiro della Terra, 52 settimane in una mappa

Quando vedere permette di capire meglio. Succede anche con i dati, come mostra questo affascinante lavoro di visualizzazione realizzato da Nadieh Bremer, una data designer francese, che ha condensato in una sola animazione un anno di dati sulla copertura vegetale di tutto il mondo.

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Guglielmo Marconi e l’invenzione della radio

Nel luglio del 1937 moriva l’inventore del radiotelegrafo senza fili, un italiano praticamente autodidatta che ha cambiato per sempre il mondo delle comunicazioni

Nel 1898 la più importante gara nautica d’Irlanda, la Kingstown regatta, si è svolta tra il 20 e il 22 luglio, con gli equipaggi avversari che si sono dati battaglia a partire dal porto di Dún Laoghaire (nota anche come Kingstown) nella baia di Dublino. In queste occasioni l’attesa per il rientro a terra dei giornalisti è alle stelle, soprattutto fino a quando le imbarcazioni non sono visibili con chiarezza dai moli: tutti vogliono sapere quale barca è in vantaggio e quali sono state le manovre azzeccate dagli equipaggi. Ma questa gara di fine Ottocento non è stata una gara come le altre: continui aggiornamenti arrivano da un rimorchiatore dove Guglielmo Marconi ha montato un telegrafo senza fili che trasmette costantemente verso la terraferma, comunicando con le redazioni del Daily Express e dell’Evening Mail, due quotidiani di Dublino. Nell’arco dei tre giorni di gara, lo stesso Marconi fa giungere a terra oltre 700 messaggi in codice morse da una distanza compresa tra i 16 e i 40 kilometri dalla costa: è la prima cronaca sportiva in diretta della storia.

La cronaca in diretta della Kingstown regatta è una pagina rivoluzionaria della storia del giornalismo e ha un’eco mediatica enorme perché mostra a un pubblico molto vasto le potenzialità del sistema di trasmissione di onde radio che l’inventore e fisico italiano sta mettendo a punto in quegli anni. Marconi ha appena ventiquattro anni, ma idee piuttosto chiare sugli obiettivi che vuole raggiungere e sa benissimo che l’appoggio della stampa potrebbe rivelarsi fondamentale. Ha ragione, poiché l’impresa irlandese gli fa guadagnare una convocazione della corona britannica. Da lì il passo è breve per un contratto tra la giovane azienda dell’italiano e il Lloyd’s: il sistema telegrafico senza fili viene montato su tutte la navi della compagnia e su ogni faro al prezzo di 20 sterline a impianto. Non è ancora la consacrazione definitiva della sua invenzione, e i problemi tecnici da risolvere sono ancora molti, ma il vento della storia comincia decisamente a soffiare sui segnali invisibili lanciati dalle macchine di Marconi.

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